Giorno: 5 Luglio 2020

Antonio Tajani «Berlusconi si candiderà alle politiche. No al governissimo, noi non tradiamo» – intervista a Il Messaggero – 05/07/2020

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«Ora che è candidabile sono sicuro che Berlusconi ci guiderà anche alle prossime politiche. Per adesso si sta battendo in Europa, ma penso che guiderà FI come sempre, non abbiamo un altro leader, è insostituibile».
Antonio Tajani, vicepresidente di FI, ieri era in piazza insieme a Matteo Salvini e Giorgia Meloni per chiedere il voto.

 

Ma lei sul serio crede che questo governo possa cadere?
«Non ha vita lunga. Noi pensiamo che la strada sia quella delle urne. Non siamo per l’unità nazionale o per il governissimo. Poi se una parte del M5S vorrà appoggiare un governo di centrodestra ben venga».

In realtà in tanti in FI gradirebbero un esecutivo istituzionale, guidato da una personalità come Draghi…
«In un momento in cui c’è una crisi economica senza precedenti non possiamo perdere tempo in alchimie. Se dovesse cadere il governo sarà il Quirinale a fare le valutazioni e noi del centrodestra ci riuniremmo per valutare il da farsi».

Centrodestra unito ora e anche in futuro?
«Assolutamente sì. E’ una coalizione poliedrica. FI ha altri toni ma non pensiamo di poter tradire la coalizione. L’alleanza non si spaccherà mai».

Torniamo a Berlusconi, lei ieri a piazza del Popolo ha rilanciato la battaglia sulla giustizia.
«Il plotone di esecuzione che c’è stato contro di lui poteva esserci contro chiunque. Senza quella sentenza pilotata il centrodestra sarebbe al governo. Hanno cambiato la storia dell’Italia».

Ma ora che cosa chiedete?
«Una commissione d’inchiesta che accerti la verità. Non faccio nomi, ma bisogna capire se c’è stato un regista nel disegno costruito per far fuori Berlusconi. La verità è che nel 1946 Togliatti ha pensato di occupare la giustizia, infilando tutti i magistrati di sinistra. Nel tempo è cambiata la regia ma la trama è sempre la stessa. C’è stata Magistratura Democratica, ci sono state le correnti. Basti pensare che il giudice Esposito è uno che scrive sul Fatto quotidiano, non è certo un indipendente».

Anche Renzi ha espresso solidarietà a Berlusconi.
«Sono contento che abbia cambiato idea e si sia ravveduto, evidentemente è stato toccato dal punto di vista personale dalle vicende giudiziarie. Mi preoccupa il silenzio di Pd e M5S. Chi tace acconsente… Il ‘caso Berlusconi’ riguarda tutti, innanzitutto la magistratura visto che tanti giudici si impegnano con grande correttezza».

Salvini ha ricordato ieri la vicenda del Cavaliere durante la manifestazione. E’ pronto secondo lei a fare il leader e il candidato premier dell’alleanza?
«Da lui e dalla Meloni sono arrivati dei segnali importanti di vicinanza. Per quanto riguarda il candidato premier della coalizione sarà scelto dal partito che prenderà più voti. Tra FI, Fdi e Lega c’è un comune denominatore».

C’è differenza nell’atteggiamento nei confronti della Ue…
«Per noi il Mes è una questione contabile, non politica. Pensiamo che utilizzarlo sia conveniente ma il centrodestra non si fonda sul Mes. Ne parleremo tra di noi, ma la questione fondamentale è che la pensiamo allo stesso modo sulla necessità di tagliare le tasse, la burocrazia, sulla centralità della persona, sulla politica estera. In piazza abbiamo presentato il nostro programma per l’Italia, le nostre proposte».

Il Pd però vi tende la mano, vuole un dialogo soprattutto sulla legge elettorale.
«Sulla legge elettorale è prematuro parlarne, i problemi sono all’interno della loro maggioranza. Noi siamo alternativi alla sinistra, non c’è possibilità di interloquire. La nostra disponibilità al confronto è per gli italiani. ma non siamo certo subalterni. Loro vogliono lo Stato imprenditore, noi siamo per un economia di mercato. In Italia non c’è la possibilità di una ‘maggioranza Ursula’. E comunque vogliono ridurre le tasse oppure no? Vogliono tagliare la burocrazia? Per ora vedo solo dichiarazioni d’intenti».

Conte però ha detto di volervi incontrare.
«Per ora non vedo un clima di collaborazione. Il premier non fissa la data perché non sa cosa dirci e cosa dire alla sua maggioranza. Ci hanno bocciato tutti gli emendamenti, anche quello sulla golden share per sostenere l’italianità delle nostre imprese. Voteremo lo scostamento di bilancio solo se ci ci sarà una riduzione delle tasse».

Intanto anche in FI c’è chi ha paura di una deriva sovranista.
«Non siamo appiattiti nei confronti di nessuno. Manteniamo orgogliosi la nostra identità».

 

 

Emilio Pucci – Il Messaggero – 05/07/2020