Giorno: 20 Agosto 2020

«Ora basta dialogo. Sulle elezioni locali l’esecutivo rischia» – Intervista al Corriere della Sera

 

Con il patto «anti-inciucio» siglato due giorni fa dai tre leader del centrodestra «parte un’azione e assieme un cammino per portare la nostra coalizione al governo». Lo dice Antonio Tajani, vice presidente di Forza Italia, spazzando via ogni dubbio su un eventuale appoggio al governo, ipotesi di cui a lungo si è a ragionato: «Noi abbiamo offerto il nostro aiuto per il bene dell’Italia, non del governo. Non ci hanno mai ascoltati, nemmeno invitati a palazzo Chigi come Conte aveva promesso. Il nostro spirito di servizio è stato scambiato per appoggio politico, che non è mai esistito».

Quindi si chiude ogni capitolo per una futura collaborazione?
«Certo, ma non era un capitolo aperto. Noi abbiamo fatto proposte, eravamo pronti a un confronto. Ma il governo non si è mosso. Perché non hanno alcuna visione strategica. Vanno avanti con misure assistenzialiste, stataliste, che non porteranno a nulla. Anche Draghi lo ha detto: una cosa è fare debito buono, altra debito cattivo».

Draghi possibile premier in caso di necessità come lo vedrebbe?
«Non credo proprio che sia interessato. Lui da economista serio fa analisi serie, e noi le condividiamo».

Ma voi vi sentite pronti ad essere alternativa al governo per far uscire il Paese dalla crisi solo perché avete siglato un patto?
«Ci sentiamo pronti perché quel patto si basa su contenuti e su una visione strategica del Paese. Infrastrutture per rilanciare il Paese, presidenzialismo per un governo stabile e forte, riforma della giustizia che significa anche efficienza e Pil. I soldi che l’Europa è disposta a dare arrivano se i piani su come spenderli sono credibili. E noi sappiamo cosa fare».

In concreto significa che siete pronti a chiedere le elezioni se le Regionali dovessero vedervi vincenti?
«Le Regionali diranno molto su quello che pensano gli italiani, visto che si vota in maniera omogenea in tutto il territorio. Inoltre è evidente che il solo fatto che noi ci presentiamo uniti ovunque e che loro sono divisi quasi dappertutto, addirittura con ministri che già si appellano al voto disgiunto, significa molto e può avere conseguenze. Certo, il loro attaccamento al potere non renderà le cose facili. Sarà il presidente Mattarella a valutare la situazione».

Giorgia Meloni è pronta a scendere in piazza per ottenere il voto.
«Ne parleremo, siamo forze diverse con diversi approcci e FI è centrale, essenziale, trainante quindi decideremo assieme. Ma in ogni caso, il governo è a rischio, perché prima o poi i nodi vengono al pettine, le contraddizioni esplodono».

Teme un rinvio delle Regionali?
«Hanno una gran paura, è un altro segnale di debolezza. Noi vogliamo si voti, rispettando le regole di sicurezza. E come giustamente ha chiesto il nostro candidato in Campania Caldoro, vorremmo che i presidenti di Regione fossero commissariati sull’emergenza, perché non possano usare il Covid a fini elettorali».