Giorno: 29 Agosto 2020

Tajani: «In Puglia vinciamo noi. A Fi la presidenza del Consiglio» – La Gazzetta del Mezzogiorno – 29/08/2020

, , , ,

ll n. 2 azzurro «vede» Il «cappotto» con Campania e Toscana.

Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, ieri era a Bari per la presentazione delle liste azzurre alle elezioni regionali.

Quante Regioni ritenete di poter strappare al centrosinistra?
Siamo certi di poter vincere in Puglia e nella Marche, oltre che naturalmente in Veneto e Liguria. Ma stiamo assistendo ad un crollo dei consensi per gli avversari, De Luca su tutti, in Campania e in Toscana. Siamo in campo per vincere ovunque.

In Puglia il candidato unitario del centrodestra è Raffaele Fitto, ex Forza Italia fino alla clamorosa rottura con Berlusconi. Pace fatta?
Pace fatta da tempo. Lo stesso presidente Berlusconi ha più volte sottolineato che Raffaele Fitto è il candidato migliore. E ieri gli ha anche donato una torta per il suo compleanno. Le ferite sono ricucite, lo sosterremo con lealtà, certi di essere protagonisti della vittoria e punti di riferimento di tutti i moderati e riformisti pugliesi. Abbiamo delle liste straordinariamente competitive, dove tutti sono eleggibili e pronti a dare un forte contributo per rimediare ai danni fatti dalle sinistre negli ultimi 15 anni.

Però Fitto ha rimarcato che in caso di vittoria la vicepresidenza andrà alla Lega. Ci tenevate?
No, vicepresidenza alla Lega e presidenza del Consiglio regionale a Forza Italia. Abbiamo un’ampia rosa di nomi pronti a rivestire con successo quel ruolo.

Esclude colpi bassi all’interno della coalizione?
Salvini ha compreso che su Fitto e Caldoro, aveva ragione Berlusconi. Noi di Forza Italia sappiamo come bisogna governare al Sud. Non dimentichi che il Cavaliere è un meridionale che parla milanese. Nessun colpo basso e noi a garanzia per tutto il centrodestra.

Forza Italia negli ultimi anni ha perso in Puglia potenti portatori di voti. Massimo Cassano e Simeone Di Cagno Abbrescia ora sono con il «nemico». Errore strategico?
Ho un ottimo rapporto personale con entrambi. Ed è stato un peccato averli politicamente persi. In politica contano il consenso e la capacità di aggregarlo, mai le vendette. Le nostre porte restano aperte al contributo di tutti coloro i quali vogliono collaborare al nostro progetto nazionale e locale.

Secondo lei, i più grossi fallimenti di Michele Emiliano?
Che Emiliano non abbia governato è sotto gli occhi di tutti. Penso alla Xylella, alla Sanità ormai distrutta, ad una regione in cui il coronavirus ha colpito poco rispetto al Nord, ma molto e con danni enormi rispetto alle altre regioni del Sud. L’incapacità di Emiliano del resto è certificata dalla presenza di altri due candidati nell’ambito di quella che è la maggioranza al governo nel Paese. Mi riferisco alla Laricchia e a Scalfarotto. Ovvero, Emiliano non piace neanche agli alleati di sinistra.

Tajani, dopo il voto regionale, con la crisi che sta colpendo famiglie e aziende e il Covid che rialza la testa, sarebbe favorevole ad un governo di unità nazionale?
No. Abbiamo offerto la massima collaborazione e ci hanno boicottato, andando avanti a voti di fiducia e bocciando i nostri emendamenti. Siamo e faremo opposizione, con responsabilità.

Il 20 e 22 si vota anche il referendum sul taglio dei parlamentari. Forza Italia che indicazioni darà?
Deciderà il comitato di presidenza, sebbene giudichiamo l’attuale riforma fatta male. Siamo favorevoli ad una rivisitazione del numero dei parlamentari, ma solo in un contesto ampio di riforme, come già proposto da noi.

A proposito di Coronavirus, cosa pensa dei negazionisti e di chi ha minimizzato il pericolo contribuendo all’attuale forte aumento dei casi? A Briatore vorrebbe dire qualcosa?
Personalmente uso sempre la mascherina e cerco di mantenere le distanze di sicurezza. Negare o non vedere è inutile e pericoloso perché la malattia c’è, anche se è sbagliato sfruttarla per fini politici come vorrebbe fare chi pensa ad un rinvio delle elezioni regionali: bisogna andare a votare, lo Stato deve fare tutto il possibile, il Governo deve fare tutto ciò che è possibile per tutelare la salute dei cittadini, far rispettare le regole e fare in modo che si possa andare a votare e poi si possa anche ripartire con la scuola. Detto questo, a Flavio Briatore, e a tutti coloro che al momento sono colpiti dal virus, faccio gli auguri di una pronta guarigione.

Roberto Calpista – La Gazzetta del Mezzogiorno – 29/08/2020

Tajani «Subito più poteri per Roma. Il nostro candidato sarà civico» – intervista a Il Messaggero – 29/08/2020

, ,

Onorevole Tajani, a sinistra si sta pensando a un sottosegretario a Palazzo Chigi che si occupi di Roma. E voi del centrodestra state a guardare?
«Pd e grillini usano Roma per i loro giochi. Un sottosegretario nuovo sarebbe l’ennesima mossa propagandistica. La Capitale ha bisogno di serietà».

Non è che invece avete paura che Conte e i rossogialli prendano finalmente per le corna il toro della questione romana, e magari vi sconfiggano poi alle elezioni del 2021?
«Tutta questa loro dedizione ai problemi della Capitale non la vedo affatto. Al massimo, sottosegretario sì o sottosegretario no, faranno una task force, tanto ormai non si nega a nessuno e non serve a niente».

Anche voi del centrodestra però non state brillando.
«Noi però, liberi da ipoteche, senza avere il problema della Raggi che è una zavorra per i nostri avversari, abbiamo un’idea chiarissima di ciò che vogliamo fare per Roma».

E cioé?
«Ci batteremo, da qui a prima del voto del 2021, per far approvare la legge costituzionale su poteri e risorse per la Capitale, che abbiamo presentato alla Camera, a firma di tutti i parlamentari di Roma e del Lazio, con cui si porta a termine il percorso di rafforzamento inaugurato da Berlusconi nel 2009 con la legge per Roma Capitale. Prevede per la Capitale italiana uno status simile a quello che hanno Parigi, Berlino, Madrid. Non si può trattare l’Urbe come una città normale».

La legge Berlusconi è stata abbandonata per colpa della Lega, ma la Lega c’è ancora nella vostra coalizione.
«C’è però anche una consapevolezza diversa del fatto che l’immagine e la forza dell’Italia, senza il pieno riconoscimento legislativo e politico della sua città guida, non potranno crescere. C’è un discorso patriottico da fare su Roma e nel centrodestra questa sensibilità ormai è pienamente acquisita».

Guardi però che dare attuazione alla legge di Berlusconi 2009 è anche quello che dovrebbe fare il sottosegretario giallorosso.
«Li voglio vedere. Litigano su tutto, e non credo proprio che Roma rappresenterà il loro miracolo di pragmatismo e operosità. Non ci sono proprio i presupposti».

Il problema, anche per voi, non è che Roma è indebitata fino al collo?
«Bisogna ristrutturare il debito del Campidoglio, non facendo più spendere soldi ai cittadini per gli interessi. Ma facendo intervenire lo Stato. L’importante è che questa città capitale non deve essere messa sotto tutela né della Regione né dal governo e non può essere oggetto dei loro capricci. Se Zingaretti ha a cuore Roma, ceda i poteri ma la Raggi non li ha chiesti e lui non li vuole cedere».

La prima cosa da fare?
«La smettano con i balletti. La sindaca si dimetta per manifesta incapacità e tutte le forze politiche presentino al più presto candidati non improbabili».

Voi perché non avete ancora il candidato?
«Lo stiamo cercando e non è facile da trovare. Dev’essere una figura modello Bertolaso. Un uomo del fare».

Ma esiste a Roma una figura del genere?
«Fuori dal mondo della politica va individuato. E dev’esser uno, o una, capace di volare alto per quanto riguarda le ambizioni di Roma e il suo sviluppo al servizio anche dell’Italia e allo stesso tempo in grado di garantire il funzionamento ordinario di questa metropoli. L’importante è che tuteli l’interesse generale e non quello di un partito o di un altro».

Nomi?
«Siamo per ora all’identikit. Un sindaco manager. Che sia espressione larga della città, trasversale e non autoreferenziale. L’importante è che abbia solo Roma come sua ambizione. E non, come accade agli esponenti della sinistra e alla Raggi, che pensi poi a come riposizionarsi. I danni che la Raggi ha fatto alla città non possono essere ripetibili perché Roma e già allo stremo e ha pagato fin troppo per colpa dell’incapacità al potere in questi anni umilianti».

Il programma qual è?
«C’è per esempio da sburocratizzare. Da velocizzare ogni processo decisionale. Non possiamo bloccare i lavori pubblici perché lo vuole una soprintendenza. Si faccia un museo se si scoprono area archeologiche e si vada avanti. C’è una cultura del vincolo che è diventata immobilismo e Roma invece ha bisogno, nel rispetto delle regole, di sviluppo e di futuro. Occorre un salto di qualità, un surplus di ambizione, fantasia e creatività. E, appunto, l’attuazione di quelle leggi che possano garantire alla Capitale una svolta nel campo dei trasporti, della viabilità, della pulizia e del decoro, e anche nella sicurezza pur non dipendendo solo dal sindaco».

 

Mario Ajello – Il Messaggero – 29/08/2020