Giorno: 7 Settembre 2020

Un Patto per il futuro: un’Italia digitale per i giovani. – Articolo per il Corriere della Sera di: Antonio Tajani e Manfred Weber

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Caro direttore, il drammatico impatto del Coronavirus sulle popolazioni e le economie mondiali ha posto l’Unione europea di fronte ad una scelta netta: ripiegare nei nostri egoismi nazionali, oppure uscire dalla crisi insieme.
La solidarietà europea ha prevalso contro ogni divisione: il Recovery Fund, per il quale il Partito Popolare Europeo si è battuto fortemente, è il segno della grande unità di valori e intenti della nostra Unione.

L’Italia è stato il primo paese Europeo ad essere stato colpito gravemente dal Covid: la crisi che ne è scaturita ha messo in ginocchio il paese. Le imprese, i lavoratori dipendenti e autonomi italiani stanno soffrendo enormemente. Da febbraio, sono stati persi circa 500.000 posti di lavoro e sono ben 400.000 in più gli italiani inattivi. A pagare il prezzo più alto sono stati i giovani: rispetto ad un anno fa, l’occupazione nella fascia tra i 15 ed i 24 anni è calata di oltre il 14%, per i giovani tra i 25 ed i 34 del 6% e del 3% per gli italiani 35-49.

L’occupazione è, invece, aumentata di un punto e mezzo per gli over 50. Insomma, oggi in Italia più si è giovani più si è penalizzati. Questa è la vera minaccia per il nostro futuro. Perché non solo in Italia, ma in tutta Europa, non possiamo permetterci una generazione perduta, che paga sulla propria pelle il prezzo di due crisi economiche in un decennio. Per la prima volta da 70 anni, l’ascensore sociale è bloccato e le giovani generazioni hanno prospettive peggiori dei propri genitori.

L’Italia ha tutto ciò che serve per ripartire, ma è necessario un rapido cambio di rotta per sfruttare al meglio le proprie capacità. L’Italia del dopoguerra non ebbe paura di affrontare le grandi sfide del tempo, grazie a grandi statisti dell’epoca, come Alcide de Gasperi. Ma anche grazie alle grandi capacità degli imprenditori. Grandi imprese come la Piaggio e l’Olivetti seppero reinventarsi dopo il conflitto mondiale, rendendo l’Italia celebre in tutto il mondo non solo per le innovazioni tecnologiche, ma soprattutto per il design e la qualità dei prodotti.

Oggi dobbiamo ritrovare lo stesso spirito degli anni del miracolo economico: l’Italia deve rinnovare la sua economia cogliendo le opportunità della grande rivoluzione del nostro tempo, quella digitale. Combinando potenziale tecnologico ed un solido tessuto industriale a grande creatività e al celebre talento nel design, nessun Paese può eguagliare il potenziale innovativo dell’Italia. Inoltre, la prossima ondata della digitalizzazione coinvolgerà in primis le piccole e medie imprese, che in Italia rappresentano oltre il 90% delle aziende ed impiegano oltre l’80% dei lavoratori. Sono la chiave per la ripartenza.

Per questo, le tante risorse messe in campo dall’Unione devono essere utilizzate nel modo migliore. Serve una visione strategica orientata al futuro per sfruttare al meglio il Recovery Fund e creare posti di lavoro, soprattutto per i giovani, come indicato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Vanno utilizzati al più presto i circa 36 miliardi che il Meccanismo Europeo di Stabilità mette a disposizione dell’Italia, per investire nel necessario rafforzamento del sistema sanitario nazionale e, con questo, liberare risorse per far ripartire l’economia.

L’Europa ha adottato misure senza precedenti per sostenere cittadini e imprese, tra cui SURE, lo strumento che finanzia la cassa integrazione e tutela i posti di lavoro degli Europei colpiti dalla crisi. Possiamo essere orgogliosi della reazione dell’Europa. Tuttavia, per noi Popolari europei, solidarietà non significa assistenzialismo: i fondi che arriveranno non vanno indirizzati in spese improduttive, ma investiti in grandi piani.

I fondi Ue per la ripresa devono assicurare all’Europa di uscire vincitrice dalla crisi. Per questo proponiamo un “Patto per il futuro” per sostenere grandi progetti europei negli anni a venire, ripercorrendo i passi dei nostri predecessori creando e sostenendo imprese ambiziose. Chiediamo che almeno un terzo del Recovery Fund venga investito nel futuro dell’Europa. Solo attraverso progetti concreti possiamo lavorare nell’interesse dei cittadini di oggi e di domani, mostrando, allo stesso tempo, l’impatto positivo che l’Europa ha sulle nostre vite.

Per l’Italia, questa è l’occasione per un vero rilancio degli investimenti nelle infrastrutture, anche quelle digitali, nella ricerca scientifica, come la lotta contro il cancro, e per promuovere le riforme di cui vi è urgente bisogno: l’Italia non può rassegnarsi a perdere due punti di Pil per la lentezza dei procedimenti civili. È fondamentale completare una riforma del sistema fiscale, con la flat tax. Serve una semplificazione di tutte le procedure burocratiche. Solo tagliando le tasse si possono aiutare le imprese piccole, medie e grandi.

La digitalizzazione è in cima alle nostre priorità. Serve uno sforzo europeo comune, per liberare le nostre imprese dal giogo delle distorsioni burocratiche che ci ostacolano nell’affrontare le sfide rappresentate da Paesi come Cina e Stati Uniti. Proponiamo di sviluppare degli standard europei comuni per la sburocratizzazione. In questo, la sfida chiave è utilizzare in modo efficace i 200 miliardi messi a disposizione dalla Banca europea per gli investimenti.

Gli italiani sanno bene che i risultati positivi arrivano quando la buona politica e l’impresa hanno la meglio sulla burocrazia: la recente ricostruzione del Ponte di Genova ne è la prova concreta. Dobbiamo sfruttare il grande spirito di solidarietà ritrovato durante questa crisi e recuperare l’ambizione e la lungimiranza del miracolo economico del secondo dopoguerra. Non per noi stessi, ma per le generazioni future. Facciamo si che i nostri figli e nipoti godano domani dei nostri sforzi di oggi.
Ne siamo certi, l’Italia e l’Europa sono pronte.

 

Antonio Tajani – Vicepresidente di Forza Italia e del Partito Popolare Europeo
Manfred Weber – Capogruppo del Partito Popolare Europeo al Parlamento europeo

Corriere della Sera – 07/09/2020