Giorno: 13 Dicembre 2020

«Né inciucio né governissimo ma vera collaborazione sui fatti. Roma sia una priorità per tutti» – Intervista su ‘Il Messaggero’

Onorevole Tajani, Salvini parla di governissimo. Si farà?
«Salvini, come noi tutti, mi sembra attestato su un’altra linea. Quella della collaborazione istituzionale, patriottica, senza inciuci, senza confusioni, senza accordi sottobanco, con il governo Conte. La poltrona del premier è traballante ma lui non è ancora caduto. E dunque, invece di parlare del sesso degli angeli occorre parlare dei problemi e dei bisogni dell’Italia. Come uscire dalla pandemia, come ricostruire il Paese. I gossip di Palazzo lasciano il tempo che trovano».
Nessun governo ponte per arrivare alle elezioni?
«Quando questo esecutivo non ci sarà più, il centrodestra ragionerà sul da farsi. Finché non avverrà la caduta del governo, dobbiamo concentrarci su alcune priorità reali e non ipotetiche. Incalzare Conte nell’interesse della salute dei cittadini, visto che siamo ancora a oltre 600 morti al giorno per Covid. Dare idee, trovare interlocuzioni e soluzioni perché venga avviata una campagna vaccinale efficace e perché la gran parte degli italiani faccia il vaccino gratuitamente. Il governo non è stato capace di evitare la seconda ondata e tutti insieme dobbiamo essere capaci di scongiurare l’arrivo della terza. L’opposizione deve impegnarsi in tutti i modi, insomma, perché non si commettano gli errori che sono stati commessi finora. Abbiamo idee da mettere in campo. Conte può ascoltarci».
Finora non lo ha fatto proprio.
«E ha sbagliato profondamente. Non vogliamo sostenere un governo che non è il nostro. Ma aiutare gli italiani. Sulle questioni che attengono direttamente alla loro esistenza. Un tema vero, oltre a quello del vaccino, è quello dei trasporti. Perché non rivolgersi alle imprese private, che non lavorano a causa della mancanza dei turisti, per chiedergli di mettere a disposizione i loro pullman per il trasporto soprattutto urbano? Più corse significano meno assembramenti sui veicoli. E ancora: la scuola. Perché non accordarsi con gli istituti privati perché mettano a disposizione le loro aule, in modo che si creino più spazi tra gli alunni?».
Sul Recovery fund quale atteggiamento avrete?
«Questo. Pragmatico, non ideologico. Entro aprile, l’Italia deve presentare i progetti alla Ue. E nell’interesse nazionale, occorre lavorare tutti insieme nei vari settori in cui vogliamo investire i finanziamenti. Penso alle infrastrutture o alla digitalizzazione. Tutti questi progetti, come dice la Commissione Ue, per essere finanziati dovranno essere accompagnati da un indispensabile sforzo di riforme. Quelle che l’Europa ci chiede sono queste: nel fisco, nel mercato del lavoro, nella giustizia, nella burocrazia».
Sta dicendo che o si cambia insieme o non si cambia niente, come è tipico della storia italiana?
«Ma certo. Serve da parte di tutti un altro tipo di approccio. La condivisione dell’idea di Paese, fatte salve le divisioni di schieramento politico. Non si tratta di fare inciuci. Ma di capire che i colori politici non devono esistere, e non c’è italiano che creda che esistano, quando si deve progettare una nazione dopo un grande trauma e rilanciarla per nuove sfide. E’ di destra o di sinistra collegare Civitavecchia con Ancona? E l’Alta Velocità al Sud, che è un intervento a dir poco urgente, a quale ideologia e a quale casacca corrisponderebbe? Proprio a nessuna! Non ci vuole molto a capirlo. Questo approccio trasversale, costruttivo, tranquillo e insieme consapevole delle urgenze, è quello che va applicato anzitutto al la Capitale. Roma dovrà essere una priorità nel Recovery fund e in ogni altro tipo di discorso e di interventi. La rinascita dell’Urbe ha bisogno di provvedimenti basati su un consenso generale sia delle forze politiche sia della nazione».
Ma se non siete capaci, né voi del centrodestra né quelli del centrosinistra, di avere programmi e candidati per le elezioni a Roma!
«Presto avremo sia gli uni sia gli altri. Quel che è certo è che la nostra coalizione è unita sui vari dossier».
Forza Italia però molto unita non parrebbe. Davvero a gennaio Toti e Carfagna lanciano un nuovo movimento e alcuni parlamentari azzurri andranno con loro?
«Non lo so. Ma nel caso, auguri».