Giorno: 14 Dicembre 2020

«Invece di litigare si attivino per i vaccini e riducano le tasse» – Intervista a ‘Il Giornale’

La crisi di governo si aggiunge alla crisi economica e sanitaria. Si susseguono voci di rimpasto e di ultimatum lanciati da Italia viva ai danni di un premier sempre più in difficoltà tanto da aver già annunciato per l’inizio di questa settimana una verifica di maggioranza.
Onorevole Tajani, quando si inizia a parlare di verifica il destino del governo è segnato?
«Non posso metterci la mano sul fuoco, visto che i grillini hanno dimostrato di rinunciare a tutto pur di non rinunciare alla poltrona».
Quindi è solo una questione di poltrone?
«Sembra di sì. Ed è la cosa più scandalosa. In un momento tanto difficile per il Paese, i partiti di maggioranza litigano sulle poltrone invece di preoccuparsi di vaccinare le persone».
Alla fine è vecchia politica: verifica dei poteri, rimpasto, correnti…
«Mentre a Roma si perde tempo in chiacchiere, Sagunto brucia. Qui siamo in piena emergenza e loro consumano energie sui vecchi tatticismi? Davvero è incredibile».
Solo spregiudicatezza politica o c’è dell’altro?
«Cercano di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi più urgenti. Solo che la gente non li segue. A nessuno importa di questo teatrino. Gli italiani vogliono risposte concrete sui ristori, sui vaccini, sull’apertura delle scuole, sui mezzi pubblici. E soprattutto su misure efficaci per arginare la pandemia».
Immagino che il riferimento più immediato sia la crisi del sistema sanitario.
«Ovviamente in questo momento in cui mancano infermieri, medici e strutture sanitarie adeguate, pensare ai posti da ministro o sottosegretario è di per sé irresponsabile».
Non crede che l’allarme lanciato da Renzi su una certa opacità nella gestione della cabina di regia da parte di Palazzo Chigi sia un argomento valido per una verifica?
«Siamo stati i primi a chiedere che al posto di tecnocrati ci fosse una ben più trasparente bicamerale, magari supportata dalle migliori intelligenze del Paese. Ora è troppo tardi per questo ma di sicuro ci vuole trasparenza soprattutto perché è l’Europa che ce lo chiede».
Dai numeri emersi sulla divisione della «torta» del Recovery pian, emerge un dato piuttosto anomalo: solo 9 miliardi alla sanità.
«Altro che anomalo! È da irresponsabili! Dovrebbero subito chiedere il Mes sanitario. Si tratta di soldi a tasso praticamente zero e con l’unico, ovvio, vincolo di essere investiti nella sanità. Ma non è solo un problema di progetti di spesa».
Cioè?
«Per accedere ai fondi comunitari non bastano i progetti. Serve che i progetti siano in un contesto di riforme strutturali a cominciare da fisco, giustizia, lavoro e burocrazia. E io aggiungo sanità. Perché non basta dire “vogliamo digitalizzare l’Italia” o puntare sulle energie rinnovabili. Senza riforme concrete non si va da nessuna parte. In sostanza, per la prima volta, ci sarebbero fondi sufficienti per far fronte a costose riforme di sistema, a partire alla Pubblica amministrazione, dai suoi ritardi nei pagamenti, dalla lentezza della giustizia civile. È giunto il momento per creare un clima di fiducia per imprese ed investitori e rilanciare il sistema Italia».
Anche per la sanità serve una riforma strutturale?
«Questa crisi ha mostrato il limite del nostro sistema. Dobbiamo investire sulla medicina di prossimità per alleggerire il peso degli ospedali e ovviamente assumere personale».
In questi giorni si sta discutendo della legge di bilancio. Come va il dialogo tra maggioranza e opposizione?
«Portiamo in dote al dialogo un programma dettagliato, frutto di un lavoro condiviso con gli alleati. Un dossier che punta a tutelare soprattutto il lavoro autonomo, il più penalizzato da questa crisi. Tra le altre cose proponiamo l’esonero contributivo per i titolari di partita Iva, la fiat tax, la riduzione dell’Ires per chi fa nuove assunzioni. E l’abolizione della plastic tax e della sugar tax».