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Tajani: “No al prelievo forzoso. Conte non faccia lo sceriffo di Nottingham” – intervista a Interris.it

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Nell’intervista a Interris.it il vicepresidente di Forza Italia racconta la battaglia in Europa per il Recovery fund e chiede al governo di sospendere tutte le imposte fino a dicembre.

“I titoli del Tesoro collocati sul mercato in queste ore hanno fatto scendere lo spread di ben venti punti: è la strada giusta“. Non vuole neppure sentir parlare di prelievo forzoso e di patrimoniale. Un occhio a ciò che accade a Palazzo Chigi e l’altro alla battaglia europea sugli aiuti in tempo di pandemia, Antonio Tajani, già presidente del Parlamento Europeo e vicepresidente di Forza Italia, parte da un “caposaldo liberale” non negoziabile: stop al ricorso alla leva fiscale.”Mettere le mani nelle tasche dei ciitadini non è buona idea fin dai tempi dello sceriffo di Nottingham”, afferma Tajani facendo riferimento all’antagonista di Robin Hood che vessava la popolazione imponendo tasse esorbitanti. “Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte non provi a scaricare sulle famiglie e sulle imprese il peso economico dell’emergenza sanitaria”, sottolinea a Interris.it analizzando la situzione determinata nel Paese dall’avvio, tra luci ed ombre, della fase 2 dell’emergenza sanitaria.

Nello stato di crisi in cui la pandemia ha fatto precipitare le risorse pubbliche, si torna a evocare il prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani attuato dal governo Amato nel ’92. E’ un’ipotesi reale?

“E’ un pessimo esempio, assolutamente da non seguire. Il risparmio dei cittadini deve essere valorizzato non depredato o coercito. Altro che prelievi forzosi o patrimoniali da far scattare come una mannaia senza preavviso, qui si tratta di dire chiaro e tondo che vanno sospese tutte le tasse. E’ una follia pensare di applicare imposte straordinarie quando già non sono più sostenibili quelle ordinarie”.

L’Italia, però, è in testa alle classifiche mondiali del risparmio privato…

“Se noi valorizziamo i risparmi degli italiani come sta accadendo con le emissioni che in questi giorni trovano il gradimento dei mercati, è un fatto positivo. Se, invece, si obbliga i cittadini ad acquistare titoli pubblici o si tassano i conti correnti si fa l’esatto contrario dell’interesse degli italiani. Un governo che agisce in questo modo viola la proprietà privata e commette un vero e proprio furto. Valorizzare il risparmio privato è sacrosanto, metterci le mani sopra con la coercizione è totalmente inaccettabile”.

In termini economici quale strada è più utile imboccare per uscire dalla pandemia?

“Sul Recovery fund ci sono due vie. Una è quella, al ribasso, che nasce dall’accordo franco-tedesco e l’altra è quella, per noi molto più vantaggiosa, elaborata al Parlamento Europeo. Ma c’è una questione da chiarire preliminarmente in Italia prima di negoziare in Europa”.

Quale?

“Se il governo non è capace di affrontare le conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria non si avventuri in scorciatoie a danno degli italiani. Bisogna abbondare l’idea, profondamente ingiusta e sbagliata, di poter ricorrere irresponsabilmente alla leva fiscale, come se le famiglie e le imprese fossero il bancomat della macchina amministativa centrale e locale e della burocrazia. L’approccio va completamente ribaltato. C’è bisogno di rinviare le tasse alla fine dell’anno, abbiamo l’urgenza di fare debito per mettere subito i soldi in mano ai cittadini. Altri che saccheggiare il risparmio privato e dissanguare i cittadini con imposte insostenibili”.

Poi, dopo aver “fatto chiarezza sulla linea” in Italia, cosa bisogna andare a chiedere in Europa?

“Si deve trattare ai tavoli comunitari per portare a casa tutto ciò che è possibile ottenere in ragione della solidarietà europea. Ma è ovvio che in questa solidarietà dobbiamo metterci impegno, sapendo che una parte dei soldi andrà restituita. Per uscire dalla crisi Covid, non ci saranno solo aiuti sotto forma di sovvenzioni, ma anche di prestiti. Per questo, come Paese, dobbiamo essere consapevole di quanto il testo che abbiamo dato al Parlamento Europeo sia davvero la proposta più solidale ed efficace”.

Nella difficile partita del Recovery fund, quale ruolo ha avuto Forza Italia all’interno del Partito Popolare Europeo?

“Tra i moderati ci siamo impegnati per far prevale una posizione solidale, pur in tutta complessità della situazione. Nel Partito Popolare Europeo, infatti, ci sono anche gli esponenti dei Paesi del Nord Europa sostenitori delle poiitiche di rigore e anche lì dentro abbiamo dovuto combattere”.

 

 

Giacomo Galeazzi – 20/05/2020 – www.interris.it

 

Risoluzione del Parlamento europeo sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2021/2027

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Oggi il Parlamento europeo ha approvato la propria risoluzione sul prossimo bilancio Ue, presentata dai principali gruppi politici (PPE, S&D, Renew, Verdi e ECR).

Abbiamo chiesto un bilancio europeo ambizioso, che metta i cittadini al centro della strategia di ripresa. Considerando la crisi economica causata dal Covid-19, abbiamo chiesto un Recovery Fund da inserire nel bilancio europeo.

Dobbiamo tutelare i posti di lavoro, limitare l’impatto della crisi su lavoratori, imprese e famiglie e servono investimenti strategici a sostegno delle PMI.

Vogliamo che il Fondo faccia parte di un pacchetto globale da 2 mila miliardi di euro per dare impulso agli investimenti.

Questo fondo deve essere finanziato con l’emissione di obbligazioni a lungo termine garantite dal bilancio Ue (Recovery Bonds).

Considerando la crisi, questo fondo, collegato al bilancio europeo, deve diventare operativo entro quest’anno.

È fondamentale, inoltre, che la maggior parte dei finanziamenti sia erogata soprattutto attraverso sovvenzioni e pagamenti diretti per investimenti.

Per fare questo, non possiamo chiedere ai governi nazionali maggiori contributi al bilancio: servono risorse proprie dell’Ue. Il Parlamento europeo ha indicato altri strumenti capaci di generare gettito fiscale. Per esempio, una tassa sulle attività svolte dai giganti del web, un’imposta sulle transazioni finanziarie, gli introiti derivanti dal sistema di scambio delle quote di emissione.

Questo nuovo Fondo non deve andare a discapito delle tradizionali politiche Ue, dalla PAC ai programmi per la ricerca e le PMI. Devono essere finanziamenti aggiuntivi per agenda digitale e per una forte politica industriale che riaffermi la leadership europea in settori strategici. Abbiamo anche chiesto un nuovo programma sanitario europeo autonomo.

Solo così si fa ripartire l’Europa, come chiedono i nostri cittadini.

«Sì ai fondi del Mes: servono a rafforzare la sanità pubblica soprattutto nel Mezzogiorno» – Intervista su ‘Il Mattino’​

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Onorevole Antonio Tajani, perché Forza Italia giudica inadeguato il decreto Rilancio?

«Perché manca una strategia di vero rilancio economico; perché arriva in ritardo e perché dispensa risorse qua e là senza affrontare i veri nodi. È come se si volesse rifare una strada tappando solo le buche».

Quali sono a suo giudizio gli aspetti più critici?

«Non ci sono misure reali per il turismo».

Ma c’è il bonus…

«Lasci stare: serve a ben poco. Bisogna dare soldi veri a tutte le famiglie perché davvero trascorrano le vacanze in Italia e non semplici e complicatissime detrazioni».

Lei cosa avrebbe fatto?

«Semplice: un meccanismo per scalare dalle tasse le somme spese negli hotel, nelle strutture, nei ristoranti italiani. Se non si interviene in questo senso non si riesce a competere con gli altri grandi Paesi europei. Sa una cosa?».

Cioè? «Prendiamo la Francia: il turismo rappresenta il 9,7 per cento del Pil mentre in Italia è il 13. Solo che in Italia il governo stanzia 4 miliardi, in Francia 18».

E l’agricoltura?

«La sanatoria non serve a nulla».

Perché?

«È un provvedimento di marca ideologica e questo settore, vitale per l’economia italiana e per il Sud, non si sostiene con l’ideologia».

Cosa propone?

«Meno burocrazia, i voucher, misure a favore di manodopera qualificata perché in agricoltura non servono solo braccianti e non si può pensare che tutti gli imprenditori siano caporali. Il governo ha soltanto esteso a questo settore la sua miope visione assistenziale».

A breve arriveranno al pettine i nodi del Mes…

«Abbiamo già espresso il nostro assenso per accedere ai fondi previsti dal Mes. Si tratta di 36-37 miliardi a cui l’Italia non può rinunciare. Servono per rafforzare la nostra sanità, specie al Sud, a investire in apparecchiature, dotazioni, strutture. La posizione di Forza Italia è chiara».

E se il governo e la maggioranza rischiassero di implodere proprio sul Mes, FI farà da stampella al Senato?

«Abbiamo detto che siamo favorevoli, in Italia e in Europa, al Mes. Questo non vuol dire che sosteniamo il governo».

Eppure spezzoni della maggioranza guarderebbero con interesse a un sostegno eventuale da parte di Forza Italia…

«Il governo Conte si sta dimostrando assolutamente inadeguato e impreparato ad affrontare una crisi senza precedenti. La Fase 1 non è ancora del tutto esaurita, sulla Fase 2 non ci sono né certezze né chiarezza».

Dunque, darete una mano?

«Questo non è il momento di fare giochi di palazzo. A noi interessa salvare vite umane e offrire prospettive alle imprese. Qui ci sono fabbriche e attività che resteranno chiuse, a Napoli un imprenditore in difficoltà si è tolto la vita. E come pensa il governo di sostenere l’economia? Con il credito d’imposta?».

È stata cancellata l’Irap…

«Ma è soltanto la cancellazione della rata di giugno».

Voterete la mozione di sfiducia al ministro dell’Economia Gualtieri?

«No, ci sembra un’iniziativa non pertinente».

E al ministro della Giustizia Bonafede, la prossima settimana?

«Quella la voteremo. Non si tratta di un giudizio, negativo, soltanto sull’operato del ministro ma riguarda una gestione non all’altezza dell’intero settore Giustizia su cui il governo ha fallito su tutta la linea».

Lei è stato presidente dell’Europarlamento: come giudica l’atteggiamento dell’Europa nei confronti dell’Italia?

«L’Ue si è mossa in ritardo e con lentezza ma ha operato in maniera forte: 1100 miliardi messi a disposizione contro la crisi, le misure di Bei e Bce».

Non nota in Italia una disaffezione crescente nei confronti dell’Europa, dall’economia alle politiche sull’immigrazione?

«Ma senza Europa il nostro Paese è ancora più debole, più isolato e meno protetto. Da questa crisi l’Ue dovrà dimostrare di uscire rafforzata. Gli strumenti ci sono, confido molto nel “bazooka” messo in atto per rilanciare l’economia. Non dimentichiamo che il mercato interno europeo è un segmento irrinunciabile per l’export delle nostre aziende , vale 200 miliardi».

Quando si voterà per le Regionali?

«In autunno: impensabile fare una campagna elettorale in estate e con ancora i problemi legati all’emergenza sanitaria».

E in Campania su chi punterà il centrodestra?

«Il nostro nome resta Caldoro. Ma questo non è il momento di infilarci in beghe elettorali. Dobbiamo aiutare la Campania a ripartire. Resta il giudizio negativo sui cinque anni di amministrazione De Luca. Ma in questo momento sono altre le priorità. E non ci interessano i toni da campagna elettorale». 

 

Il Mattino – 15/05/2020
Lorenzo Calò

Fase 2, Tajani “D’accordo con Confcommercio: a rischio imprese e lavoro”

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Quanto affermato dal Presidente di Confcommercio Sangalli trova il mio accordo totale, la fase 2 rinvia l’apertura di tante attività nel settore del commercio, del turismo e dei servizi mettendo a rischio imprese e lavoro. Bisogna mettere in campo indennizzi e contributi per le imprese. Il Governo non può ignorare le associazioni di categoria che rappresentano milioni di cittadini italiani. Serve una strategia, questo Governo non ce l’ha.

Antonio Tajani

GUIDA AI FINANZIAMENTI DELL’UE 2014 –2020

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Guida_al_Finanziamenti_IT

La presente guida ai finanziamenti offre un’introduzione essenziale alle opportunità di finanziamento per gli enti regionali e locali, le ONG, le imprese, i professionisti e i cittadini. Essa intende elencare in modo semplice i principali fondi dell’UE, fornendo ai potenziali beneficiari informazioni adeguate sulle opportunità offerte da ciascun fondo. Poiché le modalità di finanziamento mutano con costanza, la guida sarà aggiornata periodicamente per tenere conto di tali cambiamenti.