«Forza Italia dirà NO al Mes. Non fa gli interessi del Paese» – Intervista a ‘LaVerità’

Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, è stato lei a convincere Silvio Berlusconi a schierarsi per il no alla riforma del Mes?
«In realtà Berlusconi ha sempre respinto questa riforma, perché non l`ha mai reputata vantaggiosa per gli interessi italiani. Esattamente un anno fa disse testualmente che questo trattato “potrebbe avere ricadute molto pesanti per l`Italia. Rischiamo di dover finanziare un fondo sul quale non abbiamo in pratica nessuna possibilità di controllo”. Quindi, sia chiaro: non c`è stato nessun cambio di direzione da parte nostra».
Ieri eravate «responsabili», oggi vi accusano di essere diventati improvvisamente antieuropeisti.
«Niente di più falso. Ho addirittura letto che io sarei quello che “guida la rivolta”. Ma quale rivolta? lo resto un convinto europeista e non certo un sovranista. Anzi, questa riforma non ci piace perché non è abbastanza europea. Piuttosto mi pare troppo tedesca, o troppo francese…».
Perché?
«Perché all`Europa serve un fondo che sia uguale per tutti, simile al Fondo monetario internazionale, al fine tutelare l`interesse generale senza far prevalere l`interesse di uno Stato sull`altro. E non lo dico io: Io dice il Parlamento europeo».
Invece?
«Con questo piano gli Stati più forti, come Francia e Germania, possono porre il veto su molte questioni, a differenza nostra».
Insomma, saremmo succubi di potenze straniere?
«Rischiamo di non essere protagonisti, di non essere determinanti. La Commissione europea perderebbe potere, e avrebbe il solo compito di supervisionare il risanamento del debito in caso di finanziamenti. Il che significa una cosa sola: troika».
Cioè rischieremmo un finale «alla greca»?
«Sì. E poi non dimentichiamo il problema principale: il Mes, immaginato così, non sarebbe controllato da nessuno. Continuerà a essere guidato da un direttore generale esente da controlli. Perché il presidente della Bce, Christine Lagarde, deve riferire ogni mese al Parlamento europeo, e il direttore generale del Mes invece no?».
Non apprezza l`anticipazione del backstop per le banche?
«No, se non è accompagnata dal sistema europeo di garanzia dei depositi, auspicato anche da Mario Draghi. Altrimenti, in caso di crisi, le banche italiane vedrebbero i propri clienti cadere preda di altri Paesi. Un po` quello che è successo alle banche irlandesi, che sono state svuotate da quelle britanniche».
Insomma, la trattativa sul Mes riformato andava condotta diversamente?
«Adesso puntano il dito contro Forza Italia, ma la colpa è dei vari ministri dell`Economia che si sono succeduti. Se avessero intavolato una trattativa soddisfacente, facendo pesare la propria presenza a Bruxelles e presentando un piano nella giusta direzione, non avremmo avuto problemi ad accettarlo».
Avete votato con la maggioranza lo scostamento di bilancio, ma tra due giorni bocce- rete la riforma del Mes. Non è un controsenso?
«Forza Italia vota in base ai contenuti: promuoviamo tutto ciò che reputiamo utile al Paese. Anche sullo scostamento di bilancio abbiamo adottato un atteggiamento pragmatico, portando a casa misure utili a tutela delle partite Iva e delle categorie più colpite dalla pandemia».
E adesso non vi state piegando a Matteo Salvini?
«Ci saremmo piegati se avessimo cambiato idea, ma abbiamo sempre portato avanti la stessa linea. Certa propaganda cerca di condannarci a prescindere: se votiamo in un modo pieghiamo la testa al governo, se votiamo in un altro pieghiamo la testa a Salvini. Mi sembra un modo di ragionare ridicolo. La verità è che dal 1994 votiamo con la nostra testa e le nostre idee».
Dopo la telefonata tra Berlusconi e Salvini cosa è cambiato?
«Siamo sempre stati compatti. Abbiamo la stessa visione su ciò che è necessario fare per ammodernare la sanità, la burocrazia, la giustizia, il fisco. Su alcuni punti ci sono delle differenze? È un arricchimento. Il centrodestra non è un monolite, abbiamo sensibilità diverse, come anche i nostri elettori».
Però Forza Italia è in subbuglio. Un gruppo di parlamentari sembra deciso a smarcarsi. Mercoledì rischiate di spaccarvi?
«Ma no. Lo escludo. Le indicazioni del leader sono precise. Noi siamo favorevoli all`utilizzo della linea sanitaria del Mes, che è vantaggiosa per l`Italia, e siamo contrari al trattato di riforma».
E l`ipotesi di una soluzione di compromesso, come l`astensione?
«Impossibile. Silvio Berlusconi è stato chiaro: votiamo no, no, no. Tanto più che prenderemo posizione con un documento comune del centro-destra, sia al Senato sia alla Camera».
Quindi chi vota contro la linea del partito è fuori?
«Non credo che ci saranno senatori o deputati che voteranno contro la linea di Berlusconi».
Se ci fossero?
«Non siamo una caserma. Facciamo ragionamenti politici: chi accetta la riforma del Mes commetterebbe un errore politico, e farebbe un regalo immeritato al governo Conte, e a una maggioranza che continua a litigare su tutto».
È vero che le cancellerie europee stanno telefonando a Berlusconi per convincerlo a un ripensamento?
«Quello che so per certo è che il Ppe non ha fatto nessuna interferenza. Poi sono sicuro che ai tedeschi farebbe piacere che votassimo sì, ma questo è legittimo interesse dei tedeschi. Nell`ambiente europeo intrattengo rapporti con tutti, a cominciare da Angela Merkel: nessuno ci ha mai condizionato o peggio ancora minacciato».
Se naufraga la riforma del Mes, si consumerà una catastrofe internazionale?
«L`Italia resta un solido Paese industriale, i cui interessi però vanno difesi. Non ci sarà nessuna catastrofe, non cambierà nulla. Votando contro la riforma, il Mes resta in piedi così com`è, con la parte “sanitaria” che rimarrà intoccata».
Però rischia di essere una catastrofe per la tenuta del governo.
«Questi sono problemi della maggioranza. Non tocca a noi salvarla. Noi rispondiamo alla nostra coscienza secondo i nostri ragionamenti politici».
Se Conte non avesse i numeri in Parlamento dovrebbe dimettersi la sera stessa?
«Se va sotto, è finita l`esperienza del governo».
A quel punto diventa un problema anche vostro. O no?
«Lo scioglimento delle Camere dipende dal capo dello Stato. In base ai segnali che sono arrivati, se salta il governo si va a votare».
Meglio il voto che un rimpasto, o un governo di unità nazionale?
«Siamo contro i rimpasti e non vedo le condizioni per governi di unità nazionale. Ma siamo disponibili a lavorare per l`Italia, ed è quello che stiamo facendo dall`inizio di questa crisi».
Beppe Grillo ha rilanciato la patrimoniale: un ritorno al Movimento delle origini?
«La patrimoniale è una iattura da regime comunista. Colpirebbe al cuore il ceto medio. La nostra idea è diversa: fiat tax, e sanzioni più dure per chi evade».
L`ultimo dpcm del governo ci rovinerà il Natale?
«Tutelare la salute è fondamentale. Ma vedo troppa confusione. E lecito farsi due ore in macchina per attraversare tutta Roma, diciamo da Ostia a Cesano, ma non puoi andare da un paesino all`altro, anche se occorrono cinque minuti. Dov`è la logica?».
Se non altro la Commissione europea ha cancellato dalle linee guida antipandemia il consiglio di non celebrare le messe.
«Me ne sono interessato personalmente, e ringrazio Ursula von der Leyen per avermi dato retta. Ci siamo battuti, e abbiamo vinto».
Continuerete a fare le barricate, con gli alleati di centrodestra, contro il nuovo decreto sicurezza del governo?
«Siamo convinti che si debba continuare a combattere contro l`immigrazione clandestina, e garantire gli immigrati che rispettano le regole. Il guaio è che il governo non ha un briciolo di strategia, né sulla gestione dei flussi, né sulla cooperazione internazionale. Dovrebbe prendere esempio da Berlusconi, che riuscì a siglare accordi cruciali con la Libia».
Insomma, Giuseppe Conte mangerà il panettone oppure no?
«lo lo mangerò in famiglia, senza violare le regole. Lui, non saprei».
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