“I transfughi finiscono male. Serve il vincolo di mandato” – Intervista a ‘Il Messaggero’

Presidente Tajani, è sotto gli occhi di tutti l’esplosione nucleare del centrodestra. La vede anche lei?
«Non è questa la realtà. Non siamo mica un partito unico. Siamo una coalizione nella quale ognuno ha la sua sensibilità e il suo linguaggio. Forza Italia ha nel suo Dna l’essere una opposizione responsabile, sempre e ancora di più in questa fase di emergenza nazionale. Noi lavoriamo per l’Italia. Non ci interessano né i giochi politici né le polemiche».

Ma Salvini dice che siete degli inciucisti.
«Lasciamo perdere le battute. La sostanza è che ci sono posizioni diverse tra di noi e questo è fisiologico, non significa divisione o guerra. Anzi rappresenta la nostra ricchezza. Guai a cadere nel gioco di chi vuole spaccare la nostra coalizione. Se emerge l’identità delle singole forze politiche, non significa che non c’è più unità. Forza Italia è un partito cristiano, europeista, riformista, liberale, garantista».

E’ garantista anche Salvini che inneggia al giudice Gratteri, perché ha arrestato il presidente forzista del consiglio regionale in Calabria?
«Salvini può essere ciò che vuole. Noi siamo garantisti con tutti, con noi stessi, con gli avversari e con gli alleati».

Ma la coabitazione tra voi e la Lega non diventerà sempre più impossibile, se Berlusconi continua a mandare messaggi a Conte e riceverne?
«Noi abbiamo soltanto risposto positivamente all’ennesimo appello del Capo dello Stato. E ci siamo detti disponibili a lavorare per l’Italia, senza minimamente avere intenzione di entrare nella maggioranza e nel governo».

Intanto Brunetta, a dispetto delle aspettative, non sarà il co-relatore della legge di bilancio.
«L’importante è scrivere insieme la manovra. Il che significa che la maggioranza deve accettare le nostre proposte. Tenendo ben distinti i campi, noi nel nostro e la sinistra nel suo. Del resto tutto il centrodestra finora ha votato i precedenti scostamenti di bilancio».

Lo farete anche mercoledì al Senato?
«Vedremo i contenuti e le proposte. Noi chiediamo che lo scostamento sia di almeno 50 miliardi. Avere proposte per difendere il lavoro, salvare le imprese, tutelare i liberi professionisti e partite Iva non significare affatto fare accordi sottobanco».

Salvini non la vede così.
«L’inciucio non c’è e non ci sarà mai. Siamo alternativi alla sinistra e non possiamo andare insieme a chi ha una visione opposta alla nostra».

Sulla norma salva Mediaset però la visione del governo coincide con la vostra.
«Tutelare le aziende italiane dalle scalate delle imprese straniere è stato chiesto dall’ultimo documento del Copasir, del 5 novembre. I rischi ci sono anche per le banche e per le assicurazioni».

La Lega vede solo fantasmi, allora?
«Noi non accettiamo polemiche su cose che non esistono».

Sulla base di questo però Salvini vi ruba parlamentari. Come reagire?
«Chi vuole andare vada. Io sono favorevole al vincolo di mandato. E poi cambiare casacca non ha mai portato bene a chi lo ha fatto».

Ma perché pezzi di Forza Italia vanno sul Carroccio, perché il vostro partito sta affondando?
«Macché affondando! Chi cambia partito in questo momento è preoccupato solo del taglio dei parlamentari».

Le tensioni nel centrodestra sembrano portare altro stallo nello stallo sulla scelta del candidato sindaco di Roma. E’ così?
«I tempi li stiamo rispettando. A fine novembre avremo il nome giusto».

Su Bertolaso si registrano raffreddamenti nei vostri alleati.
«Veti non ce n’erano prima e non ce ne sono ora. Ci rivedremo per decidere. Roma naturalmente è una priorità per l’Italia. Dovrà essere il simbolo della ripresa industriale, turistica, commerciale dell’intero Paese. Vedere il centro di Roma così svuotato dà una profonda tristezza. Ma anche la forza per dirsi che proprio da qui, appena la pandemia sarà superata, deve ricominciare tutto per tutti».

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