«Non serve un governo di unità. Ma scriviamo insieme il bilancio» – Intervista al ‘Corriere della Sera’

Non serve «un governo di unità nazionale» ma «una vera condivisione dei provvedimenti da prendere per salvare il Paese». Quella che «finora non c’è mai stata». E che adesso, secondo Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, è indispensabile. A partire dalla sessione di Bilancio: «La legge scriviamola insieme».

Si sente grandissima preoccupazione nelle vostre parole. Il clima è cambiato?
«Noi preoccupati lo siamo stati sempre, non abbiamo mai sottovalutato il rischio come invece purtroppo il governo ha fatto».

Cosa si sarebbe dovuto fare prima?
«Sono mesi che diciamo che andava preso il Mes, che sarebbe stato utile per potenziare sanità, trasporti, scuola, sicurezza sanitaria per tutti. Abbiamo trasmesso al governo e reso pubblico un rapporto Tecnè in cui si prevedeva la gravità di quella che sarebbe stata la seconda ondata del virus. Berlusconi ha fatto di tutto per sensibilizzare sulla gravità della situazione, sia prima che dopo che la malattia lo colpisse».

Il virus sembra aver sopraffatto tutti i Paesi europei, non solo il nostro.
«È vero, ma qui ci si è intestarditi nel fare da soli. Macron ha preso misure durissime, ma ha ascoltato le opposizioni. Noi siamo completamente messi a margine».

Però continuate a offrire collaborazione, nonostante i vostri alleati Salvini e Meloni attacchino il governo a testa bassa.
«Ognuno ha i suoi modi e i suoi toni, siamo partiti diversi. Ma anche Lega e FdI non si sono mai rifiutati di collaborare. È il governo che sembra essere sordo, mentre la situazione è drammatica. Qui si fanno interventi che rischiano di non avere efficacia e impoverire intere categorie e non si affronta nel complesso un’emergenza terribile che potrebbe non prevedere solo una seconda ondata, ma anche una terza in primavera».

Il Pd chiede il coinvolgimento dell’opposizione.
«Sì, dal Pd arriva questa richiesta, ma il M5S sembra non volerne sapere. Il governo che fa? Noi più che dare la nostra disponibilità per il bene del Paese, abbassare i toni, avvertire del pericolo anche Aspetto alle rivolte sociali che possono esplodere da un momento all’altro, ascoltare le categorie, che altro dobbiamo fare?».

Ma voi chiedete di essere coinvolti come? In un governo di unità nazionale?
«No, assolutamente. La situazione sta precipitando, non ci interessa un nuovo governo, non è questo il punto».

E quale è?
«Se la barca affonda, e sopra ci sono laziali e romanisti, si cerca di arrivare sani e salvi a terra tutti assieme, pur restando ciascuno tifoso della propria squadra».

Ma come si lavora assieme?
«La nostra proposta è: mettiamoci attorno a un tavolo e, adesso che siamo in sessione di Bilancio, scriviamo assieme la legge. Decidiamo le priorità per il Paese, la destinazione dei fondi, gli aiuti da accordare, come utilizzare le risorse. Impediamo assieme che la seconda e temo la terza ondata del virus facciamo danni devastanti. Si può pensare a un doppio relatore, di maggioranza e opposizione, per condividere scelte e responsabilità in un momento tanto grave».

La prossima settimana si voterà sui provvedimenti del governo sull’emergenza Covid: voi che farete?
«Vedremo quello che ci presenteranno, nulla è scontato».

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