«Sì ai fondi del Mes: servono a rafforzare la sanità pubblica soprattutto nel Mezzogiorno» – Intervista su ‘Il Mattino’​

Onorevole Antonio Tajani, perché Forza Italia giudica inadeguato il decreto Rilancio?

«Perché manca una strategia di vero rilancio economico; perché arriva in ritardo e perché dispensa risorse qua e là senza affrontare i veri nodi. È come se si volesse rifare una strada tappando solo le buche».

Quali sono a suo giudizio gli aspetti più critici?

«Non ci sono misure reali per il turismo».

Ma c’è il bonus…

«Lasci stare: serve a ben poco. Bisogna dare soldi veri a tutte le famiglie perché davvero trascorrano le vacanze in Italia e non semplici e complicatissime detrazioni».

Lei cosa avrebbe fatto?

«Semplice: un meccanismo per scalare dalle tasse le somme spese negli hotel, nelle strutture, nei ristoranti italiani. Se non si interviene in questo senso non si riesce a competere con gli altri grandi Paesi europei. Sa una cosa?».

Cioè? «Prendiamo la Francia: il turismo rappresenta il 9,7 per cento del Pil mentre in Italia è il 13. Solo che in Italia il governo stanzia 4 miliardi, in Francia 18».

E l’agricoltura?

«La sanatoria non serve a nulla».

Perché?

«È un provvedimento di marca ideologica e questo settore, vitale per l’economia italiana e per il Sud, non si sostiene con l’ideologia».

Cosa propone?

«Meno burocrazia, i voucher, misure a favore di manodopera qualificata perché in agricoltura non servono solo braccianti e non si può pensare che tutti gli imprenditori siano caporali. Il governo ha soltanto esteso a questo settore la sua miope visione assistenziale».

A breve arriveranno al pettine i nodi del Mes…

«Abbiamo già espresso il nostro assenso per accedere ai fondi previsti dal Mes. Si tratta di 36-37 miliardi a cui l’Italia non può rinunciare. Servono per rafforzare la nostra sanità, specie al Sud, a investire in apparecchiature, dotazioni, strutture. La posizione di Forza Italia è chiara».

E se il governo e la maggioranza rischiassero di implodere proprio sul Mes, FI farà da stampella al Senato?

«Abbiamo detto che siamo favorevoli, in Italia e in Europa, al Mes. Questo non vuol dire che sosteniamo il governo».

Eppure spezzoni della maggioranza guarderebbero con interesse a un sostegno eventuale da parte di Forza Italia…

«Il governo Conte si sta dimostrando assolutamente inadeguato e impreparato ad affrontare una crisi senza precedenti. La Fase 1 non è ancora del tutto esaurita, sulla Fase 2 non ci sono né certezze né chiarezza».

Dunque, darete una mano?

«Questo non è il momento di fare giochi di palazzo. A noi interessa salvare vite umane e offrire prospettive alle imprese. Qui ci sono fabbriche e attività che resteranno chiuse, a Napoli un imprenditore in difficoltà si è tolto la vita. E come pensa il governo di sostenere l’economia? Con il credito d’imposta?».

È stata cancellata l’Irap…

«Ma è soltanto la cancellazione della rata di giugno».

Voterete la mozione di sfiducia al ministro dell’Economia Gualtieri?

«No, ci sembra un’iniziativa non pertinente».

E al ministro della Giustizia Bonafede, la prossima settimana?

«Quella la voteremo. Non si tratta di un giudizio, negativo, soltanto sull’operato del ministro ma riguarda una gestione non all’altezza dell’intero settore Giustizia su cui il governo ha fallito su tutta la linea».

Lei è stato presidente dell’Europarlamento: come giudica l’atteggiamento dell’Europa nei confronti dell’Italia?

«L’Ue si è mossa in ritardo e con lentezza ma ha operato in maniera forte: 1100 miliardi messi a disposizione contro la crisi, le misure di Bei e Bce».

Non nota in Italia una disaffezione crescente nei confronti dell’Europa, dall’economia alle politiche sull’immigrazione?

«Ma senza Europa il nostro Paese è ancora più debole, più isolato e meno protetto. Da questa crisi l’Ue dovrà dimostrare di uscire rafforzata. Gli strumenti ci sono, confido molto nel “bazooka” messo in atto per rilanciare l’economia. Non dimentichiamo che il mercato interno europeo è un segmento irrinunciabile per l’export delle nostre aziende , vale 200 miliardi».

Quando si voterà per le Regionali?

«In autunno: impensabile fare una campagna elettorale in estate e con ancora i problemi legati all’emergenza sanitaria».

E in Campania su chi punterà il centrodestra?

«Il nostro nome resta Caldoro. Ma questo non è il momento di infilarci in beghe elettorali. Dobbiamo aiutare la Campania a ripartire. Resta il giudizio negativo sui cinque anni di amministrazione De Luca. Ma in questo momento sono altre le priorità. E non ci interessano i toni da campagna elettorale». 

 

Il Mattino – 15/05/2020
Lorenzo Calò

" , , ,

No comments
Leave Your Comment

No comments