Tag: Forza Italia

«L’Italia parli alla Ue per chiudere i confini del Mediterraneo» – intervista al Corriere della Sera 14/07/2020

, , ,

Tajani: pronti a collaborare, ma no al governo

ROMA –  Non servono i «pieni poteri» del presidente del Consiglio prorogati fino a fine anno per «affrontare l’emergenza e tutelare la salute pubblica». Servono invece «decisioni, non tentennamenti». E Forza Italia, dice il suo vicepresidente Antonio Tajani, è pronta a collaborare «per il bene dell’Italia», ma non ad avallare «metodi che travalicano i confini tra i poteri, esautorando il Parlamento, come ha spiegato bene Cassese sul Corriere della Sera ».

Conte ha spiegato che una proroga dello stato di emergenza può servire per prendere decisioni immediate.
«Ma se fosse necessario il Consiglio dei ministri e il Parlamento ci metterebbero poche ore a decretare e votare un nuovo stato di emergenza. E comunque oggi il pericolo maggiore non viene dal fronte interno ma da quello esterno. Su questo vorrei vedere agire il governo».

Si riferisce agli sbarchi di migranti, alcuni positivi al Covid, in Calabria e Sicilia?
«Esattamente, è un problema serissimo. Il governo dovrebbe porre in Europa il tema di una possibile nuova ondata del virus provocata da arrivi di immigrati clandestini che peraltro causano anche tensioni sociali, proprio per il rischio sanitario che comporta un afflusso incontrollato. Paradossalmente, mentre si bloccano immigrati magari regolari in arrivo dal Bangladesh, i clandestini entrano grazie ai barconi. Bisogna valutare la chiusura delle frontiere del Mediterraneo e dei Balcani almeno fino a quando il mare, in piena estate, favorisce gli arrivi».

Ma voi siete aperti a collaborare col governo o no?
«Noi siamo lineari e chiari: sosteniamo il Paese, non il governo. Chiediamo che si facciano cose concrete e giuste, e quindi sul Mes – che ci aiuta ad affrontare l’emergenza sanitaria anche sui grandi temi delle scuole, o dei trasporti – diremo sì. È la nostra posizione».

A costo di rompere il centrodestra?
«Ma il centrodestra non si fonda mica solo sul Mes, che è uno strumento importante certo ma non esaurisce una politica. Il centrodestra ha diverse anime, ma non si divide: è e resta opposizione».

Ma se il governo rischiasse di cadere, voi che fareste?
«Che cada, mica siamo qua a risolvere i loro problemi! Noi collaboriamo facendo proposte, dando idee, anche sostenendo le posizioni favorevoli all’Italia in sede europea a partire dal Recovery fund, ma la nostra disponibilità resta senza risposta. Tutto quello che proponiamo viene respinto. Non possiamo solo avallare le loro decisioni».

Ma c’è la possibilità che FI possa far parte di un governo con una base parlamentare più forte e ampia?
«Non c’è spazio per governissimi o larghe intese. Non potremo mai andare con chi ha una visione dello Stato opposta alla nostra, uno Stato imprenditore come si capisce dall’atteggiamento su Autostrade e le velleità del ritorno alla vecchia Anas, o con chi non critica Maduro, o è tremebondo rispetto alla crisi di Hong Kong. Noi siamo opposizione. Responsabile, ma opposizione».

 

 

 

Paola Di Caro – Corriere della Sera – 14/07/2020 

Antonio Tajani «Berlusconi si candiderà alle politiche. No al governissimo, noi non tradiamo» – intervista a Il Messaggero – 05/07/2020

, ,

 

«Ora che è candidabile sono sicuro che Berlusconi ci guiderà anche alle prossime politiche. Per adesso si sta battendo in Europa, ma penso che guiderà FI come sempre, non abbiamo un altro leader, è insostituibile».
Antonio Tajani, vicepresidente di FI, ieri era in piazza insieme a Matteo Salvini e Giorgia Meloni per chiedere il voto.

 

Ma lei sul serio crede che questo governo possa cadere?
«Non ha vita lunga. Noi pensiamo che la strada sia quella delle urne. Non siamo per l’unità nazionale o per il governissimo. Poi se una parte del M5S vorrà appoggiare un governo di centrodestra ben venga».

In realtà in tanti in FI gradirebbero un esecutivo istituzionale, guidato da una personalità come Draghi…
«In un momento in cui c’è una crisi economica senza precedenti non possiamo perdere tempo in alchimie. Se dovesse cadere il governo sarà il Quirinale a fare le valutazioni e noi del centrodestra ci riuniremmo per valutare il da farsi».

Centrodestra unito ora e anche in futuro?
«Assolutamente sì. E’ una coalizione poliedrica. FI ha altri toni ma non pensiamo di poter tradire la coalizione. L’alleanza non si spaccherà mai».

Torniamo a Berlusconi, lei ieri a piazza del Popolo ha rilanciato la battaglia sulla giustizia.
«Il plotone di esecuzione che c’è stato contro di lui poteva esserci contro chiunque. Senza quella sentenza pilotata il centrodestra sarebbe al governo. Hanno cambiato la storia dell’Italia».

Ma ora che cosa chiedete?
«Una commissione d’inchiesta che accerti la verità. Non faccio nomi, ma bisogna capire se c’è stato un regista nel disegno costruito per far fuori Berlusconi. La verità è che nel 1946 Togliatti ha pensato di occupare la giustizia, infilando tutti i magistrati di sinistra. Nel tempo è cambiata la regia ma la trama è sempre la stessa. C’è stata Magistratura Democratica, ci sono state le correnti. Basti pensare che il giudice Esposito è uno che scrive sul Fatto quotidiano, non è certo un indipendente».

Anche Renzi ha espresso solidarietà a Berlusconi.
«Sono contento che abbia cambiato idea e si sia ravveduto, evidentemente è stato toccato dal punto di vista personale dalle vicende giudiziarie. Mi preoccupa il silenzio di Pd e M5S. Chi tace acconsente… Il ‘caso Berlusconi’ riguarda tutti, innanzitutto la magistratura visto che tanti giudici si impegnano con grande correttezza».

Salvini ha ricordato ieri la vicenda del Cavaliere durante la manifestazione. E’ pronto secondo lei a fare il leader e il candidato premier dell’alleanza?
«Da lui e dalla Meloni sono arrivati dei segnali importanti di vicinanza. Per quanto riguarda il candidato premier della coalizione sarà scelto dal partito che prenderà più voti. Tra FI, Fdi e Lega c’è un comune denominatore».

C’è differenza nell’atteggiamento nei confronti della Ue…
«Per noi il Mes è una questione contabile, non politica. Pensiamo che utilizzarlo sia conveniente ma il centrodestra non si fonda sul Mes. Ne parleremo tra di noi, ma la questione fondamentale è che la pensiamo allo stesso modo sulla necessità di tagliare le tasse, la burocrazia, sulla centralità della persona, sulla politica estera. In piazza abbiamo presentato il nostro programma per l’Italia, le nostre proposte».

Il Pd però vi tende la mano, vuole un dialogo soprattutto sulla legge elettorale.
«Sulla legge elettorale è prematuro parlarne, i problemi sono all’interno della loro maggioranza. Noi siamo alternativi alla sinistra, non c’è possibilità di interloquire. La nostra disponibilità al confronto è per gli italiani. ma non siamo certo subalterni. Loro vogliono lo Stato imprenditore, noi siamo per un economia di mercato. In Italia non c’è la possibilità di una ‘maggioranza Ursula’. E comunque vogliono ridurre le tasse oppure no? Vogliono tagliare la burocrazia? Per ora vedo solo dichiarazioni d’intenti».

Conte però ha detto di volervi incontrare.
«Per ora non vedo un clima di collaborazione. Il premier non fissa la data perché non sa cosa dirci e cosa dire alla sua maggioranza. Ci hanno bocciato tutti gli emendamenti, anche quello sulla golden share per sostenere l’italianità delle nostre imprese. Voteremo lo scostamento di bilancio solo se ci ci sarà una riduzione delle tasse».

Intanto anche in FI c’è chi ha paura di una deriva sovranista.
«Non siamo appiattiti nei confronti di nessuno. Manteniamo orgogliosi la nostra identità».

 

 

Emilio Pucci – Il Messaggero – 05/07/2020

Tajani «In piazza per dare un segnale a Conte» – intervista a Il Tempo – 03/07/2020

, ,

«Al governo manca una visione strategica, non può risolvere i gravi problemi del nostro Paese». Il vicepresidente di Forza Italia ed eurodeputato, Antonio Tajani, ribadisce di essere pronto a collaborare con il premier Conte ma, sottolinea, «collaborare significa “lavorare con” e non parlare tanto senza decidere niente».

Onorevole Tajani, il 4 luglio Forza Italia sarà a Piazza del Popolo, con FdI e Lega, per manifestare contro il governo, soprattutto per chiedere interventi urgenti per il lavoro. Non salva niente dei provvedimenti del premier Conte?
«Non c’è stata alcuna soluzione ai problemi che ci troviamo di fronte e peraltro il governo e la maggioranza che lo sostiene non ci hanno mai coinvolti. Ora ci chiedono di votare un altro scostamento di bilancio, vogliamo sapere cosa vogliono fare con questi soldi. La manifestazione di sabato serve per dare un segnale chiaro, per ribadire la necessità delle riforme, partendo dalla giustizia. Ovviamente la nostra iniziativa di protesta rispetterà tutte le regole previste e avrà una partecipazione limitata».

Il centrodestra ha già autorizzato uno scostamento di bilancio di 80 miliardi. Come crede siano stati impegnati quei fondi?
«Molto male. Non c’è una visione strategica né una politica industriale o a favore delle imprese ma soltanto interventi assistenzialistici e bonus inutili. Dall’inizio dell’anno sono stati persi 500 mila posti di lavoro, la disoccupazione giovanile è quasi al 24 per cento, questi problemi non si risolvono con i bonus o con l’entrata dello Stato nelle società private. Serve una riforma fiscale e della burocrazia, bisogna ristrutturare la sanità, lanciare un altro piano casa e un vasto programma di infrastrutture».

Il premier Conte ha annunciato una riforma fiscale proprio pochi giorni fa. Non ci crede?
«Questo governo parla tanto ma fa pochi fatti. In questi mesi non si è visto nulla. Basta sentire gli imprenditori. Ma se il bonus turismo è accettato da quattro alberghi su cento significa che è sbagliato. L’avevamo detto a Conte ma non ci ha ascoltato. Era meglio dare la possibilità di detrarre dalle tasse le spese per le vacanze».

Il lavoro è l’emergenza principale.
«Se non c’è un intervento adeguato, settembre, ottobre e novembre saranno mesi difficili. Bisogna mettere le imprese nelle condizioni di lavorare invece la maggioranza continua a litigare su tutto e i prestiti garantiti dallo Stato, che avevamo proposto anche noi, sono arrivati con grandi ritardi e in modo molto complicato».

Pensa che la maggioranza non riuscirà a trovare compromessi e a portare avanti un piano comune?
«Sono quattro partiti diversi, Conte cerca di mediare per tentare di rimanere quanto più possibile presidente del Consiglio ma non risolve i problemi. Basta girare per la strada o vedere le condizioni di tante imprese, c’è un enorme scontento. Per non parlare poi della scuola, un disastro. Stanno anche distruggendo gli istituti paritari. Del resto nella maggioranza non potranno mai andare d’accordo, sono troppo distanti».

Siete sempre disponibili a dare una mano o ci avete ripensato?
«Disponibili, ma con le proposte non con i voti per salvare il governo. Anche se restiamo convinti di approvare il Mes perché avremo subito tanti soldi con interessi bassissimi».

Il premier ha detto che per ora l’Italia non ne ha bisogno, anche se la maggioranza è spaccata: il Pd lo vorrebbe, il M5S no.
«Peraltro se non prende questi soldi, rischia pure di non avere nemmeno quelli del Recovery Fund».

Che idea si sono fatti in Europa dell’atteggiamento del governo italiano?
«Non capiscono. Prima chiediamo aiuto e poi non lo prendiamo, pensano che non ne abbiamo bisogno».

Però sul Mes è diviso anche il centrodestra. Forza Italia spinge per utilizzare questi 36 miliardi mentre Lega e Fratelli d’Italia sono contrari.
«Dico anche a loro di valutare bene, è una questione contabile non politica».

La strategia di Berlusconi della distinzione di Forza Italia rispetto a Lega e FdI ha funzionato. Il partito cresce nei sondaggi.
«Non abbiamo mai rinunciato alla nostra identità e ne siamo orgogliosi ed è un vantaggio per tutto il centrodestra».

In un’intervista a «Repubblica» Berlusconi ha detto di essere pronto ad entrare in un governo con una maggioranza diversa da quella che sostiene Conte.
«Intendeva una maggioranza di centrodestra, siamo sempre stati contrari al governissimo».

Eppure Conte ha lodato la «responsabilità» di Forza Italia…
«Non creda in questo modo di dividere il centrodestra».

 

 

 

Alberto Di Majo – Il Tempo – 03/07/2020

Tajani «Il premier sia esplicito sul Salva Stati o Forza Italia non voterà lo scostamento» – intervista a Il Messaggero 30/06/20

, ,

Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, non voterete lo scostamento di bilancio se Conte non dirà parole chiare e definitive sul Mes?
«Certo, noi vogliamo capire cosa intenda fare il governo. Abbiamo votato due volte lo scostamento di bilancio, la seconda volta siamo stati determinanti. Ora non diremo sì a scatola chiusa, senza una visione».

Che passa dall’adozione del Mes in Italia?
«Non è una faccenda ideologica. Si tratta di tutelare la salute degli italiani. E’ una priorità: abbiamo 37 miliardi a costo zero, qualsiasi ricerca di denaro costa di più. Rispetto ai titoli di Stato c’è un risparmio di 5 miliardi. Di cosa stiamo parlando? Così facendo potremo spostare i fondi per la sanità, previsti già nel nostro bilancio, sulle infrastrutture di cui ha bisogno il Paese».

Ma ci sono una serie di problemi. Il primo è rappresentato dal premier: il Mes per Conte è un tema divisivo, il M5S non lo vuole.
«Cercherò di essere più esplicito. Siccome Conte chiede che l’opposizione collabori per il bene del Paese, e non del governo, noi siamo pronti. Ma vogliamo conoscere la strategia dell’esecutivo per la ripresa. E il Mes rientra in questa visione complessiva».

Ma il centrodestra è spaccato: come pensa di convincere Salvini e Meloni?
«A Matteo e Giorgia dico: il Mes è utile per sistemare la sanità del nostro Paese e delle regioni che governiamo insieme. Dalla Lombardia all’Umbria, passando per quelle che andremo a vincere a settembre. Qui non c’è la Troika, come con la Grecia e né è un capriccio della Germania. Bisogna che gli esperti di Lega e Fratelli d’Italia facciano una studio serio su questi fondi».

Punta sulla spinta governatori di centrodestra per portare i suoi alleati verso il sì?
«La Lega è per l’autonomia?Bene, quei soldi servono agli ospedali, ai reparti, a potenziare le università, a non farci trovare impreparati se dovesse ritornare il coronavirus. Confido nel pragmatismo dei governatori che si sono trovati in prima linea a gestire l’emergenza».

Ma Forza Italia è responsabile nei confronti degli italiani o potrebbe diventare Responsabile anche in Senato se servissero voti alla maggioranza?
«Siamo pronti a sostenere il Mes, ma se il governo è arrivato al capolinea deve rendersi conto che davanti agli interessi dei partiti c’è quello degli italiani. Noi continuiamo, dall’opposizione, a fare la nostra parte. Come con la proposta di un credito d’imposta per i territori colpiti dal virus e dal terremoto: Lazio, Umbria e Marche».

Tra Forza Italia e il resto della coalizione ci sono delle differenze insanabili sull’Europa: alla fine non emergeranno in maniera dirompente?
«Se parliamo di Mes parliamo un’operazione bancabile. Non è un dogma. Non sto dicendo che voglio lo Stato nelle imprese. Se parlo di euro credo che nessuno possa negarne l’imprescindibilità. Altrimenti il nostro Paese colerebbe a picco».

Anche sulla cancelliera Merkel avete idee molto diverse.
«Merkel ha una visione politica, se l’Italia va in crisi va a picco l’industria dell’auto tedesca. Stesso discorso per i nostri rapporti con la Francia».

Passiamo a Roma: c’è il nome del candidato sindaco?
«Noi di Forza Italia abbiamo un’idea: serve una persona che non sia un politico di professione, un uomo, o una donna, che abbia capacità di fare e di decidere. Roma non può essere un luogo di mediazione della politica».

Ha in testa Guido Bertolaso?
«Non ho parlato con Guido, ho in testa però un “modello Bertolaso”. Un sindaco che non usi Roma come un trampolino per la politica e che intervenga con vigore su trasporti e rifiuti, sanando le piaghe lasciate da Raggi».

Sembra però non esserci la fila per candidarsi a Roma.
«Su 3 milioni di abitanti, come centrodestra, troveremo la figura giusta: che sia un prefetto, un amministratore, un manager poco importa. L’importante è che sia forte, autorevole e operativo. In grado di riportare la Capitale ai vertici del mondo: perché Londra e Parigi hanno più turisti di noi? Perché non si riesce ancora a dare i giusti poteri a Roma mentre si parla di autonomia regionale?».

Ma quando inizierete a lanciare il nome del candidato sindaco?
«Dopo le regionali di settembre».

L’addio di Berlusconi a Palazzo Grazioli è il segno dei tempi per FI?
«No, la nostra sede rimane in centro. Il Presidente cambierà residenza, ma rimarrà più attivo che mai».

Il suo ricordo più bello a Palazzo Grazioli?
«Quando vi entrai, dopo essere stato eletto presidente del Parlamento europeo: fu una grande gioia per tutti. Una delle tante vissute insieme a Berlusconi. A proposito: ha visto che anche i suoi detrattori si stanno ricredendo su di lui?».

 

 

Simone Canettieri – Il Messaggero – 30/06/2020

TAJANI: «Governo senza visione ora misure concrete» – intervista a La Gazzetta del Mezzogiorno

, ,

Tajani boccia la kermesse romana e bacchetta i 5S: Di Maio chiarisca la politica estera dell’Italia.

Antonio Tajani, europarlamentare e vicepresidente di Forza Italia, il premier Conte è pronto a ricevervi. E vi ha chiesto di scegliere il luogo.
«Non devo essere io a ricordargli che le opposizioni si incontrano a Palazzo Chigi o in Parlamento. Non siamo una task force o un’associazione di categoria, dovrebbe rendersene conto».

Ma la mano tesa è già qualcosa o no?
«Guardi, in questi mesi Forza Italia ha messo sul tavolo proposte utili, concrete. Eravamo pronti a discuterne dal primo momento ma siamo stati ignorati. Ricordo, inoltre, che senza il nostro voto non sarebbe stato possibile attuare gli scostamenti di bilancio necessari a sbloccare le risorse. Dunque, c’è sempre stata, da parte nostra, massima collaborazione. È mancata la volontà di coinvolgerci».

E gli Stati generali? Ancora certi di aver fatto bene a non partecipare?
«Sembra un ricevimento a corte in cui c’è tutto tranne i risultati tangibili che sarebbe necessario portare a casa al più presto. Si prenda la relazione di Vittorio Colao, un documento favorevole alla crescita e per un buon 70% vicino alle nostre proposte. Ebbene, è stato già accantonato».

Quindi è una bocciatura completa?
«Senza dubbio. Il governo non ha visione, non è pragmatico e soprattutto continua ad essere ostaggio del Movimento 5 Stelle».

Si riferisce alla vicenda del Venezuela?
«Spero si faccia chiarezza al più presto, sulla sovranità dell’Italia non devono esserci ombre, ma il nodo è innanzitutto politico. Il ministro Di Maio deve spiegare quale sia la nostra attuale politica estera. Politica estera che, per vocazione storica, dovrebbe essere occidentale e filoatlantica».

Cosa temete?
«Che l’asse delle alleanze si sposti altrove. Verso Venezuela, Cuba, Iran e Cina. E questo sarebbe un tragico errore».

Lo è stato anche divenire il primo Paese europeo partner della Via della Seta?
«Senza dubbio. Non bisogna combattere la Cina ma prendere semplicemente atto della realtà. I cinesi stanno arrivando nel porto di Taranto. Sa cosa vuol dire? Che arriveranno container pieni di roba contraffatta. I piccoli investimenti del momento dovrebbero cedere il passo a una visione lungimirante. E a proposito di Taranto, quali idee ci sono per l’Ilva? Il ritorno dello Stato? Ripeto, ciò che manca è la progettualità di lungo periodo in ogni campo, dal turismo all’agricoltura».

Rimanendo sulla politica estera, Palazzo Chigi vi chiede di convincere il gruppo di Visegrad a non ostacolare il piano europeo di aiuti. Siete disposti a intercedere?
«Che sciocchezza, la politica estera la fa il ministro degli Esteri. Noi abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per aiutare l’Itala. E continueremo a farlo anche oggi durante il vertice del Ppe cui parteciperà il presidente Berlusconi».

Chiudiamo sulle Regionali. Sono in ballo i nomi per il candidato governatore del centrodestra in Puglia e Campania. Come procede la trattativa?
«Non si ragiona per territori singoli, ma con una visione di insieme. La posizione di Forza Italia è chiara e ricalca gli accordi pregressi: Caldoro in Campania e Fitto in Puglia. Possiamo vincere. La paura dei governatori De Luca ed Emiliano per il voto a settembre è figlia della consapevolezza che, passata la sovraesposizione mediatica dovuta al Covid e tornati i problemi di sempre, la loro possibilità di trionfare crollerà».

D’accordo, ma la trattativa va per le lunghe. C’è il rischio di una scissione?
«L’unità della coalizione non è in discussione. Ognuno darà il suo contributo e Forza Italia sarà trainante proprio nel Sud»

 

 

Leonardo Petrocelli – La Gazzetta del Mezzogiorno – 17/06/2020

Fase 2, Tajani: “Non è il momento del risparmio, servono investimenti” – Intervista su ‘In Terris’​

, , , , ,

Il vicepresidente di Forza Italia e del Partito popolare europeo a Interris.it: “Sarebbe assurdo non accettare il Mes. Il Sud ha lavorato bene”

 

Lockdown allentato, Fase 2 iniziata ma con ancora più di qualche incognita. Legata alla presenza ancora incombente del coronavirus, certo, ma anche connessa alle tante incertezze che accompagneranno la risalita dall’abisso. Il governo ci prova, mette in campo i primi provvedimenti del dopo-crisi, cercando di imprimere la giusta sterzata al nostro Paese, facendo appello al senso di responsabilità, così come al buonsenso dei cittadini. Il premier Conte ha richiamato alla vigilanza e alla concretezza anche la sua squadra di governo ma, come più volte ribadito dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la ripartenza dell’Italia dovrà coinvolgere tutte le forze politiche, che avranno il dovere di remare nella stessa direzione. Degli step necessari alla ripartenza, Interris.it ne ha parlato con l’ex presidente del Parlamento europeo, nonché vicepresidente di Forza Italia e del Partito popolare europeo Antonio Tajani: “Per ripartire servono investimenti”.

 

Antonio Tajani, l’allentamento del lockdown significherà anche la prima, parziale ripartenza per il nostro Paese dopo l’ondata coronavirus. Come combinare il riavvio delle attività con la tutela della salute? E, soprattutto, come incentivare le imprese in una fase sostanzialmente incerta sia da un punto di vista degli spostamenti che dei consumi?
“Serve un piano nazionale, strategico, che sia chiaro per tutti e che preveda una ripartenza ordinata che non pregiudichi la salute e un’ondata di ritorno del coronavirus. Non possono ripartire tutti i settori e i territori contemporaneamente, ma bisogna ripartire. Con una strategia che aiuti anche le imprese. Intanto bisogna dare certezza, perché finora c’è stata molta confusione. Troppe task force, composte da persone esperte teorici ma non in ruoli di azienda o territorio. E poi serve mettere nelle condizioni le imprese di ripartire. Ci sono settori che sono a forte rischio, penso al turismo. Come s’intende aiutare la ripartenza? C’è un problema che riguarda la tenuta economica del nostro Paese, la strategia dev’essere collegata non solo ai tempi ma anche ai modi e ai sostegni. Bisogna assolutamente prevedere come aiutare questi settori. Serve poi una strategia che punti sugli investimenti: non è il momento di fare risparmio ma bisogna fare debiti, mettere denaro sul mercato, lavorare su infrastrutture piccole, medie e grandi, dar vita a un piano casa e ridurre la pressione fiscale, ed usare gli strumenti che ci darà l’Europa, perché senza liquidità non si riparte in nulla”.

Al di là dello stanziamento dei fondi, quali misure potrebbero incentivare il turismo in una fase in cui, anche in ripartenza, spostamenti e accessi saranno fortemente limitati, perlomeno nel primo periodo?
“Noi abbiamo fatto delle proposte concrete, ad esempio quella di detrarre dalle tasse degli italiani le spese fatte durante la vacanza. E bisognerà dare incentivi a fondo perduto ad alcuni settori, permettere di fare i voucher. E’ un settore che va assolutamente sostenuto con una vera strategia. Abbiamo parlato con tanti operatori, è un settore che rischia molto e dobbiamo valorizzarlo e difenderlo”.

La crisi Covid-19 ha colpito tutti, assestando in particolare un colpo imprevisto per la fascia più debole della popolazione. C’è il rischio che per parte della piccola imprenditoria sia troppo difficile risollevarsi? Così come per le famiglie che hanno visto rallentare le loro attività lavorative…
“Bisogna vedere quali saranno gli strumenti. Noi chiediamo che lo scostamento di bilancio arrivi ad almeno 75 miliardi, perché bisogna immettere denaro sul mercato. Ci sono le famiglie più deboli ma anche le imprese che danno loro lavoro. Le partite Iva sono state abbandonate, 600 euro non sono nulla. Anche il settore dello sport è in difficoltà. C’è molto da recuperare, utilizzare tutti i fondi che di può offrire l’unione europea. Quando sento dire che non bisogna accettare il Mes mi sembra veramente assurdo, quando questi soldi possiamo prenderli a tasso più basso degli altri che prendiamo e che possono essere utilizzati per risistemare i nostri ospedali, assumere infermieri, fare mascherine, perché dobbiamo anche pensare che finché non c’è il vaccino c’è sempre il rischio di un’ondata di ritorno”.

Il Mes, però, continua a non convincere fino in fondo…
“Sono condizionati da quello che era stato il vecchio Mes, da come è stato utilizzato in Grecia. Ma qui si tratta di una cosa completamente diversa, è una linea di credito che viene da quei soldi ma con regole completamente diverse. Criticano un sistema che anche a noi non piaceva ma che, se verrà formulato come dicono, sarebbe positivo e potrebbe permetterci di sistemare i nostri ospedali, di formare medici, fare della ricerca. Si possono utilizzare 37 miliardi e non sono pochi”.

Il Mes sarà la misura definitiva o l’Europa metterà in campo altri strumenti?
“No, c’è molto altro. La Banca centrale ha immesso 1.100 miliardi per tutta l’Europa. Ci sono i soldi per la cassa integrazione, quelli per le infrastrutture e ora vedremo questo Recovery Fund, quanti soldi ci saranno e come verrà utilizzato. Noi pensiamo che servano tra i 500 e i 1.000 miliardi, metà per fare Recovery Bond, quindi garantiti dal bilancio dell’Unione europea e metà potrebbe essere destinata a fondo perduto, quindi mettendo insieme la politica a favore dell’economia reale comune”.

La temuta ondata di contagi al Sud Italia sembra sia stata contenuta rispetto ad altre zone d’Italia. A fronte di un’economia fortemente rallentata e di territori che ricavano buona parte del proprio indotto dal turismo, ritiene saranno necessarie misure ulteriori per le Regioni meridionali?
“Innanzitutto al Sud Italia non vanno tolti i fondi europei destinati a loro. Ma poi il Sud ha lavorato bene, non a caso il New York Times ha citato il lavoro svolto dal governatore della Calabria Jole Santelli ma anche in Basilicata c’è quasi contagio zero, è la prima pronta a partire. Anche lì c’è un bravo presidente che ha lavorato molto bene. Il Sud ha avuto anche dei bravi amministratori. Ora bisogna stare attenti all’ondata di ritorno, che potrebbe venire dal Sud del mondo e dobbiamo lavorare per impedire che ci sia”.

Pensando al dramma vissuto dalle Rsa e dagli anziani, principali vittime del coronavirus, ritiene che, a emergenza finita, occorrerà ripensare l’intero sistema di assistenza?
“Il sistema è stato debole di fronte all’imprevisto. L’Italia è stato il primo Paese a subire l’attacco del coronavirus, non c’è stata la percezione. Poi ci saranno stati errori ma toccherà alla Magistratura. In tutti i contesti ci sono stati errori, bisognerà vedere quali sono stati e impedire che si ripetano in futuro. Occorrerà migliorare la situazione, certamente ci sono delle cose che non funzionavano. Purtroppo il coronavirus nelle comunità attecchisce molto facilmente”.

 

Damiano Mattana – 27.04.2020