Tajani: «Ora Fi impari dal Napoli di Gattuso, si vince di squadra» – Il Mattino 18/08/2020

«Ora tutti devono correre, non è più il tempo delle polemiche. Dobbiamo farlo per Forza Italia, per Stefano Caldoro e soprattutto per i cittadini campani che vivono in una Regione mal governata».
Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, prova a dare la scossa, da settimane è impegnato sul dossier delle regionali in Campania: un compito complesso, affidatogli direttamente da Silvio Berlusconi, soprattutto nel provare a depotenziare e far rientrare tutti i dissidi interni al partito in Campania. La pace di Ferragosto siglata in Fi secondo l’ex presidente del Parlamento europeo riesce a tenere, anche se le dichiarazioni contro Caldoro da parte di Armando Cesaro nell’intervista di ieri al Mattino fanno ancora discutere.

Cesaro junior ha ammesso che rispetterà gli accordi e si impegnerà per le elezioni, ma dice pure che si aspettava di essere difeso da Caldoro e dal partito. Come ne esce Fi dopo essersi fatta imporre da Salvini il suo passo indietro?

«Lei vorrebbe che in un partito, in vista di elezioni importanti, non ci fossero fibrillazioni? Utopia. Il nostro è un partito vivace, ma analoghe discussioni ci sono ovunque, è un gioco delle parti. Smettiamola però di dire che Salvini impone scelte a Fi, è stato Cesaro stesso a ritirare la propria candidatura. Noi siamo in una coalizione e non siamo succubi di nessuno».

Il diktat di Salvini ha però colto nel segno.

«C’era un diktat pure sulla ricandidatura di Caldoro, poi alla fine ha prevalso la linea di Berlusconi e l’ha spuntata. Non per ragioni di simpatia, ma perché Stefano ha già dimostrato di essere un ottimo amministratore ed è quello che serve alla Campania. Del resto quando Berlusconi scende in campo arrivano solo vittorie e siamo una risorsa per l’intera coalizione: abbiamo presentato tre candidati in Molise, Calabria e Basilicata e vinto tutte le competizioni. Proprio in Basilicata tutti davano il nostro candidato, Vito Bardi, per spacciato. Poi alla fine ha vinto, chissà che non accada anche con Caldoro, ce la possiamo fare».

La poltrona di coordinatore di Mimmo De Siano regge dopo le liti sulle liste?

«De Siano è stato responsabile, serio, affidabile. Tutta la classe dirigente lo è stata proprio perché si è arrivati ad un accordo. Saranno tutti candidati ad espressione di tutte le anime del partito. Ora però basta discussioni, bisogna lavorare tutti per il simbolo: da Paolo Russo a Fulvio Martusciello, da Mimmo De Siano a Luigi e Armando Cesaro e ai deputati di Salerno come Luigi Casciello e Enzo Fasano. Facciamo come il Napoli di Gattuso in Coppa Italia, si vince di squadra, non facendo la conta tra vinti e vincitori».

Non crede sia complesso battere De Luca?

«De Luca è un buon attore, ma in questo campo Napoli ha avuto di meglio se pensiamo a Troisi o Totò. Qui di attori non ne servono, ma ci vuole gente seria e capace. Se i 5 Stelle, sulla scorta degli accordi di Palazzo con il Pd, fanno già desistenza nella battaglia alla sinistra, allora noi dobbiamo essere la vera alternativa, quella che dà soluzioni, non che specula sui problemi».

Confida nelle inchieste sulla sanità in Campania sulle spese per l’emergenza Covid?

«Neppure per scherzo, noi siamo garantisti e la magistratura farà il suo corso. La questione non è giudiziaria. Al di là del Coronavirus dove si è svelato il bluff di De Luca visto che i contagi risalgono, la vicenda riguarda come gestire la sanità e i cittadini campani le vedono ancora oggi le barelle in mezzo ai corridoi degli ospedali. Parliamo di un governatore che non si batte neppure per usare i soldi del Mes che l’Europa ha stanziato, in Campania sarebbero diversi milioni».

Caldoro ha scritto al presidente Mattarella chiedendo di commissariare De Luca per l’emergenza Covid. Intravede anche lei un pericolo di conflitto di interessi per chi è sia candidato che amministratore in questo momento? Le elezioni andrebbero rinviate?

«Trovo giustissime le perplessità di Caldoro che sono anche mie. Non so se le elezioni si svolgeranno, ma servirà un’attenta riflessione su questa sovrapposizione di ruoli e funzioni del governatore che possono pregiudicare lo svolgimento democratico del voto. Soprattutto se parliamo di un personaggio come De Luca che ama giocare a fare il John Wayne e a emettere e ritirare ordinanze. Non è un caso se in Calabria e Basilicata, Regioni dove ci sono nostri governatori, le discoteche siano state chiuse prima che lo decidesse il governo».

Avrà pure un giudizio critico su De Luca, ma un bel po’ di esponenti di Fi sono andati a rimpolpare le sue liste. È un caso?

«Un conto sono i candidati, un altro gli elettori e queste scelte, di solito, sono sempre punite nelle urne».

Giorgia Meloni ha svolto un’iniziativa elettorale con Caldoro, Berlusconi ci sarà. Salvini come mai non viene a tirare la volata?

«Tutti i leader sono impegnati ovunque si vota. Berlusconi è un napoletano che parla milanese, di certo sarà con noi per dare la scossa per una vittoria che non è impossibile. Da cittadino onorario di Vietri sul Mare, da dove viene la mia famiglia, conosco bene la Campania e so che ce la giocheremo fino alla fine questa partita».

 

Valentino Di Giacomo – Il Mattino – 18/08/2020

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