UN SISTEMA CREDITIZIO AL SERVIZIO DI FAMIGLIE E IMPRESE

Il settore bancario è tra quelli in cui l’Unione europea ha realizzato le maggiori innovazioni negli ultimi anni, un processo ancora in divenire. Per completare l’Unione bancaria, è indispensabile avere, finalmente, testi unici europei di diritto bancario, finanziario, fallimentare e penale dell’economia come spesso ricorda il Presidente dell’Associazione bancaria, Antonio Patuelli. Ma questo non basta. Fermo restando la libertà del settore privato, serve anche un quadro regolamentare certo per istituzioni finanziarie che rafforzi il settore bancario attraverso una supervisione efficace e parità concorrenziale. Un quadro regolamentare che solo i legislatori preposti, Parlamento europeo e Consiglio, sono chiamati a dare. Per questo, da Presidente del Parlamento europeo, unica Istituzione eletta direttamente dai cittadini, forte del parere dei servizi giuridici e legali, mi sono battuto per modificare le proposte di riduzione automatica degli Npl, i cosiddetti crediti deteriorati, presentata dalla Viglianza della Bce nel 2017, che richiedeva «ulteriori obblighi specifici» senza un appropriato coinvolgimento dei co-legislatori nel processo decisionale. Chiedemmo, inoltre, che la necessaria riduzione dei non perfoming loans avvenisse in modo equilibrato e graduale per non acuire le difficoltà delle banche e per evitare che risultasse dannosa alle famiglie e alle imprese. È una questione di principio. Per dare risposte ai cittadini, in Europa, i politici e non i burocrati devono giocare un ruolo da protagonisti: la centralità delle assemblee elettive è un principio cardine della nostra democrazia e una garanzia per tutti. Anche recentemente questa strategia ha portato ottimi risultati. Per fronteggiare la crisi economica causata dal Covid-19, l’Ue ha messo in campo misure senza precedenti, dal Recovery al Mes, dal Fondo Sure, alla condivisione del debito, al Programma di acquisti di titoli di Stato da parte della Banca Centrale Europea. Oltre a questo, negli ultimi mesi, il Parlamento europeo ha rivisto molti regolamenti, per rendere la nostra legislazione flessibile viste le condizioni precarie dell’economia europea. Tra questi, abbiamo vinto una importante battaglia sulla modifica del Regolamento per i requisiti prudenziali per le banche. La crisi ha portato una grande volatilità sui mercati, in particolare per i titoli di Stato. Per questo con i miei colleghi del Gruppo del Partito popolare europeo al Parlamento Ue abbiamo chiesto ed ottenuto l’introduzione di un filtro prudenziale temporaneo sui titoli di Stato. Questa misura consente alle banche di erogare credito e previene effetti negativi sui prestiti. È una misura complementare al Programma di acquisii di titoli di Stato della Bce: le vecchie regole avrebbero reso questa azione meno incisiva, a scapito dei risparmiatori. In questi giorni, la delegazione di Forza Italia sta lavorando per migliorare il Regolamento sulle cartolarizzazioni, per abbattere la soglia di rischio per le operazioni di cartolarizzazione dei crediti inesigibili (Npe), ma soprattutto, per creare un vero e proprio mercato europeo delle cartolarizzazioni di crediti non esigibili. Continueremo le nostre battaglie a difesa del sistema Italia, nella convinzione che per sostenere l’economia reale, quella fatta di imprese grandi, medie e piccole, artigiani, agricoltori, commercianti, liberi professionisti e famiglie, sia necessario un sistema bancario sano e in salute.

Antonio Tajani
Vicepresidente del Partito Popolare Europeo e di Forza Italia

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