26 Novembre 2025

Tajani: «Noi di Forza Italia cresciamo in voti reali, altri no. Ora un sistema proporzionale» – Intervista al “Corriere della Sera”

Un voto che non è una rivoluzione, ma che conferma come «Forza Italia sia sempre più un partito essenziale della coalizione», con la sua «crescita costante, in termini percentuali ma anche di voti reali», e la capacità di prendere «voti al centro». Un trend che non deve fermarsi ma continuare per «allargare i confini del centrodestra».

Antonio Tajani si dice «soddisfatto» della tornata elettorale autunnale delle Regionali che «ci ha visto conquistare, noi di FI, una Regione in più di quelle in cui governavamo (la Valle d’Aosta, ndr) e in generale confermare i nostri governi». Con segnali che gli fanno dire come sia arrivato il momento di concentrarsi su una nuova legge elettorale «sul modello proporzionale, con premio di maggioranza», che è quella che può dare stabilità al sistema senza le «distorsioni» che i collegi potrebbero causare.

È un voto che dice cosa?
«Che stiamo facendo bene: rispetto solo a 10 anni fa, governiamo in molte più regioni di quante ne amministrava e amministra la sinistra».

Avete perso in regioni come Campania e Puglia…
«In Puglia era oggettivamente impossibile vincere, c’era una base di governo lunghissima di Emiliano e un candidato molto forte come Decaro. Anche in Campania il peso di De Luca ha fatto la differenza, noi ci siamo battuti come potevamo».

Ma sono cambiati i pesi nella coalizione? La Lega ha avuto un boom in Veneto, FdI non ha brillato.
«È un voto locale, non si può paragonare al voto nazionale. Hanno pesato fattori particolari. Ad esempio in Veneto è stato decisivo il fatto che il presidente uscente Zaia abbia guidato le liste della Lega in tutte le circoscrizioni. Noi siamo orgogliosi del nostro risultato, siamo cresciuti in tutte queste Regionali, sia per numero di voti sia in seggi. Le servono esempi?».

Prego.
«In Valle d’Aosta abbiamo ottenuto il 10,1%, entrando per la prima volta al governo della regione. Nelle Marche, crescita del 2,7%, in Toscana +1,9. In Calabria, assieme alla lista Occhiuto, siamo al 31,4%. Siamo cresciuti anche in Puglia e in Veneto, e in Campania abbiamo più che raddoppiato la percentuale del consenso. Soprattutto, ci dicono gli studi reali e numerici, sia noi che FdI siamo cresciuti in voti reali, cioè numero di elettori, altri sono calati».

La Lega no? Significa che voi siete il secondo partito?
«Non è una gara, ma certo non conta solo la singola regione, dove la Lega alle scorse elezioni sommava i voti propri con quelli di Zaia, ed erano molti più di ora. Conta il trend che per noi è più che soddisfacente. Siamo ormai stabilmente davanti al M5S come partito nazionale».

Sul voto ha influito anche il peso della manovra, e sull’astensionismo?
«Varare la legge di Bilancio non è un peso ma un atto di responsabilità nei confronti degli italiani. Stiamo lavorando per migliorarla ancora di più, con tutela della casa e della proprietà privata, maggiore sicurezza e più risorse alle forze dell’ordine, riduzione della tassazione sulle attività produttive con particolare riferimento ai dividendi, alle compensazioni e all’Irap. Ecco, a noi interessa parlare di temi concreti, così si combatte l’astensionismo».

Sulle percentuali di queste elezioni si decideranno le candidature alle prossime amministrative, come Milano, e regionali?
«Per le Regioni vedremo, per Milano noi continuiamo a dire che servirà un candidato civico. Siamo sempre convinti che ogni candidatura non vada fatta col bilancino dei partiti, qui in particolare è necessario allargare la nostra base perché è una città dove per vincere è questo che va fatto».

Ma tocca a Lupi?

«Non credo che ci sia una sua candidatura avanzata da qualcuno, ma, con la massima stima che ho per lui, ritengo serva appunto un candidato che aggreghi quella società civile e quei partiti, come Azione, che altrimenti potremmo faticare a coinvolgere».

Si sussurra un nome come il rettore Resta…
«La sua sarebbe una figura rispettabile, ma non faccio nomi. La selezione dei candidati andrà fatta a tempo debito: e alcune caratteristiche le ho ben presenti».

FI che si allarga prevede fusioni o voi restate voi?
«Noi restiamo FI, ci mancherebbe. Poi possiamo fare liste insieme, accordi, ma soprattutto guardare a movimenti civici, al territorio, alle realtà che operano nella società civile. Senza mettere in discussione struttura, nome e identità del nostro partito».

Intanto il centrosinistra appare unito. Vi preoccupa?
«No, affatto. Noi non pensiamo a far politica contro, ma per il Paese. Andremo al voto presentando i nostri risultati e obiettivi. Non sottovaluto mai un avversario, anche se mi chiedo come arriveranno alle elezioni. Chi sarà la loro guida?».

Non può essere Schlein?

«Ah, se la vedranno loro. Noi certo problemi non ne abbiamo».

Però pensate alla legge elettorale.
«È una necessità, perché l’attuale può produrre distorsioni e instabilità. Noi pensiamo a un proporzionale con premio di maggioranza. Permette la governabilità e anche l’espressione e la rappresentazione di tutte le forze, con le loro specificità».

Come le Regionali, ma lì c’è il candidato presidente…
«Io non metterei il nome del candidato premier sulla scheda, anche perché allo stato non so quanto sia compatibile con la nostra Costituzione. Invece sì a premio e clausola di sbarramento. È il sistema migliore per tutti».

#RaffaellaCarrà verrà ricordata come una delle più grandi stelle dello spettacolo. Conosciuta in tutto il mondo ha rappresentato la cultura e i costumi dell'Italia, il suo talento e la sua contagiosa risata resteranno per sempre scolpiti nella storia dello showbiz. Ci mancherà 🙏

Auguri di pronta guarigione a #PapaFrancesco. Preghiamo tutti per la salute del @Pontifex_it. #Roma e la sua Chiesa hanno bisogno di lui. 🙏

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