4 Aprile 2021

«Bisogna far respirare le imprese o non usciremo più da questa crisi» – Intervista a ‘La Verità’

Categorie: Interviste

Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia. La pressione fiscale in Italia è arrivata al 52%. Come è possibile in un momento così drammatico per le famiglie e le imprese?
«Sì, i dati diffusi dall’Istat ci dimostrano che il governo di sinistra durante la pandemia invece di alleggerire le tasse ha fatto il contrario. Il 52% è una percentuale altissima, il giorno della libertà, quello in cui gli italiani smettono di lavorare per lo Stato, si avvicina sempre di più alla fine dell’anno. Lavoriamo più della metà di un anno per pagare le tasse, e questo non è giusto, non avendo poi servizi corrispondenti a questa situazione. Ora bisogna invertire la tendenza»

Come?
«Chiediamo una pace fiscale. Avevamo chiesto una rottamazione delle cartelle esattoriali fino al 2015 e chiediamo una moratoria dei debiti con il fisco per alleggerire un fardello sulle imprese che è sempre più pesante. Non è possibile che le aziende debbano chiedere prestiti in banca per pagare le tasse: se non c’è una vera pace fiscale le imprese non riusciranno a uscire dalla crisi. Quello che dobbiamo fare è impedire che le imprese muoiano, aiutarle a sopravvivere perché quando finirà la crisi sanitaria possano ripartire»

E le risorse?
«Si fanno gli scostamenti di bilancio»

Quanto chiedete?
«Noi abbiamo chiesto uno scostamento di bilancio di 20 miliardi al mese, ora si parla di 3o per il prossimo. 20 miliardi al mese in fondo è quello che è stato fatto l’anno scorso, quando si è arrivati a un totale di 80-loo miliardi di scostamento. Questo è debito buono: significa immettere denaro per far ripartire l’economia. Naturalmente, sono soldi che vanno spesi bene, utilizzandoli per abbattere il cuneo fiscale, per risarcire i settori che sono stati più in difficoltà, per introdurre ulteriori agevolazioni fiscali nel settore del turismo, della ristorazione, dello sport».

Tra l’altro lo spread basso ci aiuta…
«Esatto. E il momento più opportuno per fare debito pubblico, ma accompagnato da politiche per la crescita. E inoltre il Recovery plan va accompagnato da riforme: fisco, giustizia, burocrazia. Reagan lo ha fatto negli Stati Uniti, si può fare anche in Italia»

Un programma ambizioso che richiede tempo: pensate che il governo vada avanti anche oltre l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, a gennaio 2022?
«Questo governo deve sconfiggere il coronavirus e impostare il lavoro per il futuro, mettendo a punto il Recovery plan in maniera intelligente, con una visione. Poi dipende da chi sarà il prossimo Capo dello Stato. Ora la priorità è salvare l’economia e le vite umane».

L’ultimo decreto covid ha visto Forza Italia proporre la verifica di metà aprile…
«Noi abbiamo detto no alle chiusure ad ogni costo, per dare una speranza a imprese e famiglie. Può essere che a metà aprile, se gli italiani rispetteranno le regole, se la campagna di vaccinazioni avrà avuto una accelerazione, le cose migliorino. In quel caso, la verifica che siamo riusciti a introdurre ci dirà se e dove sarà possibile passare dal rosso all’arancione o dall’arancione al giallo. Non è obbligatorio, ma perché escludere a priori che si possa fare?»

Non vede quindi una vittoria del fronte dei chiusuristi, in questo decreto?
«No! Come Forza Italia siamo riusciti a introdurre tre cose: l’obbligo di vaccinazione per i sanitari, lo scudo penale ai sanitari che fanno i vaccini e abbiamo impedito che ci fosse una visione totalitaria delle chiusure. Siamo pragmatici: si chiude se la situazione è preoccupante»

Salvini parla di sequestro di persona…
«Salvini fa Salvini, il suo linguaggio lo conosciamo. Ma alla fine nel governo si è trovato un compromesso frutto del lavoro di Forza Italia che ha impedito chiusure ad ogni costo. Questo è un governo nato dall’idea di Silvio Berlusconi di chiamare tutte le forze politiche a raccolta come se fossimo in guerra, una guerra contro un nemico invisibile. Non è il governo Conte, è un’altra cosa»

A proposito di Salvini: cosa ne pensa del patto di Budapest con i primi ministri di Ungheria e Polonia, Vikotor Orbán e Mateusz Morawiecki? Con il varo di questo nuovo soggetto politico si chiude ogni ipotesi di un ingresso del Carroccio nel Partito popolare europeo?
«La Lega non ha mai chiesto di entrare nel Ppe. Se lo avesse chiesto, avremmo lavorato per fare da ponte: bisogna essere onesti. Non hanno fatto marcia indietro: non lo hanno mai chiesto. Il nuovo soggetto è una scelta che Salvini fa per uscire dall’isolamento. È una cosa che riguarda i movimenti conservatori, non il Ppe. Noi eravamo contrari all’uscita di Orbán dal Ppe, abbiamo fatto di tutto, con i francesi e gli spagnoli, per impedirlo»

Torniamo alla politica italiana: il centrodestra si prepara ad affrontare unito importanti appuntamenti elettorali, dalle regionali in Calabria alle amministrative delle grandi città. A che punto siamo con i candidati?
«Bisogna vincere. In Calabria chiediamo ai nostri alleati di sostenere la candidatura di Roberto Occhiuto. E un candidato vincente, il migliore che il centrodestra possa avere. Per gli altri vedremo: puntare sui civici è un’idea sulla quale abbiamo fatto un percorso per allargare i confini del centrodestra. Stiamo lavorando molto ovunque per allargare a un mondo civico che
condivide i nostri valori ma non è incardinato nei partiti».

Voteremo a favore del #GreenPass perché è uno strumento fondamentale per rimettere in movimento l'economia, far crescere il turismo e garantire la libertà di circolazione. @forza_italia sostiene anche un #GreenPass italiano disponibile ai nostri cittadini e ai turisti stranieri.

La nostra visione di #Roma è diversa da quella di sinistra. Noi vogliamo una vera Capitale europea, con maggiori poteri, autonomia e risorse. Raggi e Zingaretti hanno perso tempo, con noi, al governo della città, Roma diventerà una Città-Stato come Berlino o Parigi

#21aprile2021

Es muy grave que un foro que tendría que defender las libertades y los principios democráticos como la cumbre iberoamericana admita la presencia del dictador chavista Nicolas Maduro! #Venezuelalibre!

Auguri #Roma, Città Eterna e faro di civiltà sull'Europa. 2774 ab Urbe condita.

#21aprile