20 Aprile 2021

«Campionato al sicuro. E servirà un accordo tra la Uefa e le big» – Intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’

Categorie: Interviste
Tag: Europa Governo 

Antonio Tajani, tifoso della Juventus, vicepresidente e coordinatore unico di Forza Italia, è stato presidente del Parlamento europeo fra il 2017 e il 2019.

Tajani, da che parte sta in questa partita che ha spaccato il mondo del calcio?
«Non si tratta di scegliere una parte, non parteggio per l’Uefa ma neanche per i grandi club. Non voglio ragionare con questa logica di contrapposizione che non serve a risolvere i problemi. Sono convinto che si debba arrivare a un accordo fra l’Uefa e i top club»

In questo momento sembra una prospettiva molto faticosa. Quale potrebbe essere la base dell’accordo visto che ci si è spinti così avanti? Da dove si dovrebbe partire per rimettere insieme un dialogo che in questo momento sembra completamente spezzato?
«Partiamo da un fatto che per me non è in discussione: non si possono cancellare i campionati nazionali e va salvaguardato il valore della Champions League. Dopodiché bisogna aggiungere la necessità di dare un riconoscimento alle grandi società. Giocatori come Cristiano Ronaldo e Messi fanno guadagnare tutti, non soltanto le squadre in cui giocano. Ci vuole buon senso, in medio stat virtus».

Da una parte un pianeta eccellente dove giocano i grandi club per conto loro, dall’altra una serie di manifestazioni che avrebbero inevitabilmente un appeal molto ridotto e uscirebbero completamente ridimensionate. Ma sposando questo progetto il calcio non rischierà grosso?
«Bisogna trovare la strada per giungere a un accordo. Il calcio è sport, ti insegna la gioia, la delusione, il vincere, il perdere, il giocare titolare o fare la riserva. Ma c’è anche una sfera economica, parliamo un’industria che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone. Di tutto questo non possiamo non tener conto».

Possono giocare un ruolo le istituzioni europee per portare un po’ di pace ?
«La politica serve proprio a questo, ad agevolare la possibilità di arrivare a un accordo. E l’Europa può proporre la strada della pacificazione che protegga la Champions League e i campionati nazionali con un riconoscimento però agli investimenti dei grandi club. C’è sempre una soluzione. Lo ripeto: Ronaldo e Messi non vengono a vederli solo i tifosi delle rispettive squadre, ma anche tutti gli altri. Oggettivamente ci sono delle squadre che trascinano il mondo del calcio con i loro investimenti e questo non lo possiamo negare. Bisogna cercare di comprendersi e di trovare un equilibrio».

E come si può fare dopo la rottura di queste ore che potrebbe essere addirittura irreparabile?
«Tenendo il sistema unito ed evitando altre spaccature. Magari i governi possono provare ad aiutare il contesto per giungere a un accordo. Ma quando parlo della possibilità di un intervento da parte delle istituzioni non dimentico che ci si deve occupare del vertice del movimento ma anche della sua base. C’è un altro fronte su cui dobbiamo tutti impegnarci. Perché c’è uno sport dilettantistico con le sue tante società da aiutare, ci sono impianti sportivi da ristrutturare e da finanziare, c’è un Recovery Plan, lo abbiamo detto e proposto a Draghi, in cui devono entrare anche le politiche sportive».

E sulla Superlega come andrà a finire?
«Un accordo non è impossibile, va assolutamente trovato».

Buon lavoro ad @AugustoMinzolin nuovo direttore del @ilgiornale .Lo conosco da quando era un giovane cronista parlamentare.Non ha mai perso l’entusiasmo di allora e la voglia di cercare notizie.Guiderà bene il giornale di Indro Montanelli.Ottima scelta

Una preghiera accompagni Livio Caputo,giornalista di razza,campione del pensiero liberale,parlamentare e uomo di governo di @forza_italia.Ci lascia un amico,compagno di tante battaglie ideali.Ciao Livio!

Da oggi 12 regioni e 40 mln di cittadini tornano in #zonabianca. Niente coprifuoco e orari di apertura liberi per i locali pubblici. Una risposta a chi aveva dubbi sulla nostra idea di dar vita al governo Draghi. Con vaccini e regole chiare portiamo l'Italia fuori dalla pandemia.

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