12 Febbraio 2021

«Draghi non è come Monti. Il governo durerà a lungo» – Intervista A ‘Il Tempo’

Presidente Antonio Tajani, «Rousseau» ha parlato, il governo può partire…
«Si è perso anche troppo tempo, l’Italia è una democrazia rappresentativa, ho stentato a comprendere il senso di tutto questo…».

Alle liturgie grilline dovrete abituarvi. Ora governerete insieme.
«Alt, la fermo subito. Questa non è una maggioranza politica, ma un governo che nasce sull’onda di una drammatica emergenza economica e sanitaria. Ci sono cose da fare immediatamente: il Recovery Plan, la riforma del Fisco, della giustizia, il piano vaccini. E nessuno deve agitare le proprie bandiere. Noi, ad esempio, non avremo la Flat tax e ci accontenteremo del fatto che le tasse non aumentino».

Siete rimasti soddisfatti, in ogni caso, dei primi colloqui con Draghi?
«Assolutamente sì. Ha ribadito concetti per noi fondamentali. A partire dalla politica estera, con l’adesione convinta a europeismo e atlantismo. Con il governo Conte c’era stata fin troppa Cina… E poi penso all’attenzione alle Pmi, al “debito buono”, alla volontà di affrontare il tema delle sofferenze bancaria. Un aspetto, questo, sul quale ho già lavorato con Draghi quando lui era alla Bce e io alla presidenza dell’Europarlamento».

Appunto, ha già lavorato con Draghi. Un altro indizio del suo coinvolgimento come ministro?
«Lasciamo perdere il totonomine. Quello che mi interessa è il disegno politico. Se dovesse servire un  mio coinvolgimento per il Paese se ne può parlare, ma io già lavoro per l’Italia da Bruxelles».

A proposito di Bruxelles, a marzo si aprirà la discussione per il ripristino del Patto di stabilità. È preoccupato?
«No, perché sarebbe illogico pensare a un ritorno del Patto ora, proprio mentre parte il Recovery Fund. La sospensione dei vincoli di bilancio e gli aiuti europei vanno di pari passo, fanno parte di un’unica strategia che prevede l’abbandono della logica dell’austerità a favore della solidarietà. A mio avviso il Patto non può essere ripristinato prima della fine del 2022».

Per quella data il governo Draghi potrebbe non esserci più. Crede anche lei che questo esecutivo non possa avere un orizzonte di legislatura?
«Mi verrebbe da dire magari… Perché vorrebbe dire che ci saremmo già messi alle spalle l’emergenza sanitaria e quella economica. Ma in realtà è impossibile fare previsioni. C’è un nemico invisibile da affrontare e da più parti già si parla di terza ondata. In queste condizioni non è sensato parlare di tempi».

Il centrodestra esce diviso da questo tornante politico. Spera ancora in un «ravvedimento» di Fratelli d’Italia?
«Mi dispiace che non siano in maggioranza con noi, ma rispetto la loro scelta. A quanto pare dovrebbero astenersi sulla fiducia, credo che questo sia già un passo in avanti».

Intanto Forza Italia entra in maggioranza e, da Napoli, c’è già qualcuno che, da sinistra, invoca un accordo elettorale con voi…
«Ipotesi totalmente fuori dalla realtà. Siamo nel centrodestra e là restiamo. Con Pd e 5 stelle ci ritroviamo come fanno i giocatori in Nazionale. Ma facciamo sempre parte di squadre diverse. Con visioni opposte della società. E poi, visto che nel governo c’è anche la Lega, che si fa? Una maxi  alleanza tutti insieme?».

L’appoggio al governo Monti vi costò molto a livello elettorale. Non teme che la storia possa  ripetersi?
«Sono due situazioni completamente diverse. E poi trovo assurdo parlare di consenso elettorale in un momento in cui l’Italia conta ancora centinaia di vittime al giorno a causa del Covid. Come hanno detto Salvini e Berlusconi, ora la casa brucia e bisogna spegnere l’incendio. Tralasciando polemiche e interessi di parte».

A proposito di Salvini, è sincera secondo lei la «conversione» europeista?
«Credo di sì e noi ne siamo soddisfatti. È sicuramente un atto di grande responsabilità mettesi a disposizione del Paese in questo momento».

Il prossimo passo è l’ingresso della Lega nel Ppe?
«Questa e una domanda che dovrebbe fare a Salvini. Dipende dalla Lega, non dal Ppe».

In realtà dipende anche un po’ dalla volontà del Ppe di accoglierli…
«C’è una carta di valori, se il Carroccio vuole aderirvi si può intavolare un discorso. Ma al momento non è stata fatta alcuna richiesta in tal senso».

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