Voce squillante e tono fermo al telefono per il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani – dopo una lunghissima tappa in Veneto – perché ha appena appreso che all’Onu è passata la proposta italiana sostenuta d più di 160 Paesi nella richiesta di «tregua olimpica» per l’evento di Milano-Cortina. «Non mi illudo – dice – che le guerre possano cessare all’improvviso, ma il segnale c’è, e noi rafforzeremo gli sforzi perla pace».
Da leader di Forza Italia lei domani sarà a Napoli per un evento sulla giustizia. Perché?
«Perché nel ’94 proprio a Napoli Silvio Berlusconi, che presiedeva un importante vertice internazionale, fu raggiunto a mezzo stampa da un avviso di garanzia inviatogli dalla Procura di Milano. Quell’episodio ha segnato una cesura netta nel rispetto e nel bilanciamento dei poteri dello Stato con una prevaricazione dell’azione giudiziaria senza precedenti. Era il 21 novembre di 31 anni fa e l’Italia ospitava la Conferenza delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata. Fu macchiata l’immagine del nostro Paese, della politica assieme alla figura di Berlusconi. Forza Italia domani, proprio a Napoli, ricorderà quell’evento e spiegherà perché è importante sostenere le ragioni del Si al Referendum sulla riforma della giustizia I nostri ragazzi di Foza Italia Giovani racconteranno storie di cittadini colpiti da una giustizia che prima li ha presentati come colpevoli e poi dopo anni li ha assolti, come l’ex calciatore del Napoli Michele Padovano e l’ex rettore di Salerno Roberto Racinaro».
Qual è la posizione di Forza Italia sul presunto complotto per impedire – eventualmente – al centrodestra di vincere le prossime politiche?
«Non c è stato alcun attacco al Quirinale, la polemica è stata con un consigliere del Quirinale. L’obiezione era su quell’aspetto, ma mi pare chela vicenda sia chiusa, nessuno ha mai tirato in ballo il Presidente della Repubblica, per il quale nutriamo tutti grande rispetto e siamo convinti della sua imparzialità».
Veniamo alla Campania: crede che il sorpasso di Cirielli su Fico sia possibile?
«Certamente sì. Si respira una forte aria di cambiamento, voglia di partecipazione e Forza Italia sarà protagonista di questo sorpasso perché siamo la rasa dei moderati. Del resto, le famiglie di chi in Campania ha sempre votato per De Mita, Bianco, Mancino, Gava, tutti moderati, oggi non possono votare per Fico. Questo vale anche per la classe imprenditoriale, peri ceti produttivi che cercano una interlocuzione ísptuzionalç valida e credibile. Ecco perché molti moderati hanno scelto Forza Italia».
E se Cirielli dovesse perdere, dovrà restare in Consiglio regionale o rientrare alla Farnesina come viceministro degli Esteri?
«So bene che dovrò privarmi di Edmondo Cirielli alla Farnesina perché vincerà e sarà il presidente della Regione Campania».
Quale risultato si aspetta per Forza Italia?
«L’obiettivo è raggiungere almeno il 20% alle prossime politiche. In Campania avremo certamente un risultato in doppia cifra, saremo determinanti come è stato anche in altre Regioni, come Marche, Calabria e Val d’Aosta. Avremo un ottimo risultato anche in Veneto e Puglia».
È aperta una competizione interna al centrodestra per modificare gli equilibri nell’assetto di governo?
«Nessuna competizione, solo una leale, virtuosa e costruttiva crescita nell’interesse della coalizione. E non ci sarà nessun rimpasto di governo. A Forza Italia non interessano le poltrone ma i risultati».
Fondi di Coesione, America’s Cup, Bagnoli, risorse per le aree interne, il piano Caivano-periferie, il Pnrr cultura, da ultimo i 6 milioni per la vocazione internazionale di Napoli. Non temete che siano poi Fico e Manfredi agestire tutte queste risorse che il governo ha stanziato per Napoli e la Campania?
«Napoli ha una proiezione internazionale e con la Campania riveste un ruolo strategico nel Sud, in Italia e nel Mediterraneo. Noi ci crediamo e investiamo su Napoli e sulla Campania nell’interesse dei cittadini. Non ci interessa il colore politico di chi amministra E ‘ questa è la differenza tra noi e la sinistra che invece pensa alle clientele e alle alleanze di potere».
Perché un elettore dovrebbe votare per il centrodestra?
«Perché dopo dieci annidi amministrazione De Luca la Campania è ultima per qualità dell’assistenza sanitaria, per efficienza dei trasporti, l’unica Regione a non aver co-finanziato la Zes, uno strumento varato dal Governo che ha determinato valore di investimenti per 30 miliardi, l’unica Regione con l’Irpef più alta a fronte di servizi essenziali carenti».
Pd e M5s vi accusano di aver riesumato il mancato condono del 2003 come spot elettorale…
«In quell’occasione fu data un’opportunità a tutti i cittadini italiani di sanare alcune irregolarità: solo in Campania questa possibilità venne negata. Non si tratta di intervenire su abusi gravi, ma di dare una mano a chi ha commesso piccole irregolarità per necessità. Intendiamo aiutare le famiglie tutelando un bene primario come la rasa Non faremo sanatorie generalizzate».
Teme che l’autonomia differenziata possa rivelarsi un boomerang in questi ultimi giorni di campagna elettorale?
«No. Calderoli ha siglato soltanto dei pre-accordi con Lombardia, Veneto e Piemonte. Noi siamo stati chiari: vanno applicati i Lep per garantire parità di servizi e prestazioni per tutti i cittadini e tutelate le fasce più deboli. Fico e De Luca dovrebbero invece rispondere dello scandalo liste di attesa, dei viaggi della speranza che vedono i cittadini campani costretti a curarsi fuori regione, dello spopolamento delle aree interne, dei giovani costretti a emigrare per trovare lavoro. Questo è quello che hanno prodotto Pd e M5s, perla Campania la svolta è finalmente possibile».
Una Regione a guida 5Stelle puub essere un ostacolo allo sviluppo della Campania?
«Si. Fico sarebbe peggio di De Luca».