14 Ottobre 2025

Tajani: «Più risorse per la Sanità. E guai a spaventare i mercati» – Intervista a “Il Messaggero”

Categorie: Interviste

Ministro Tajani, oggi ci sarà il consiglio dei ministri. A che punto è l’interlocuzione trai partiti?

«Stiamo lavorando per fare una Finanziaria che dia segnali forti al ceto medio, che cerchi di aumentare il potere d’acquisto degli stipendi, che incida a favore delle imprese e, cosa fondamentale, che sia capace di dare un sostegno forte alla sanità».

Nella scorsa legge di bilancio, per la Sanità erano già stati previsti per quest’anno 4 miliardi. Voi ne vorreste aggiungere altri due e mezzo, ma davvero si può?

«Noi di Forza Italia siamo convinti che si deve. Credo che si arriverà a circa 7 miliardi. Mi sembra una cifra molto importante e un sostegno sostanzioso. La sanità è il problema più sentito dai cittadini e ci sono una serie di criticità da risolvere: a cominciare dalle liste d’attesa e dall’ingolfamento dei pronti soccorsi. Per Fi è importante rafforzare la medicina di prossimità. Aumentando il numero di medici e infermieri e rafforzando i servizi sui territori senza appesantire il lavoro degli ospedali».

Più medici di base? 

«E più infermieri. I soldi nella legge di bilancio dovrebbero servire per fare nuove assunzioni di personale sanitario e per premiare quelli che lavorano di più. Tutto questo fa parte di una strategia. Grazie al ministro Zangrillo, già abbiamo cominciato facendo in modo chele farmacie diventascero erogatrici di servizi, il che alleggerisce il lavoro degli ospedali e delle Asl. E non dimentichiamo l’abolizione del test d’ingresso a Medicina, che si deve all’impegno della ministra Bernini e che serve ad avere più medici nel futuro e a importarne di meno dall’estero».

Grande impegno sulla sanità per togliere alla Schlein questa battaglia in vista delle elezioni politiche del 2027?

«Guardi, la sanità prescinde o dovrebbe prescindere dagli schieramenti destra o sinistra. Certo, ognuno ha la sua visione ma quel che conta è la concretezza. Forza Italia non è che scopre adesso questo argomento. Ci lavoriamo da tanto tempo, abbiamo trascorso l’estate a girare per ospedali e altri luoghi di cura, facciamo continuamente incontri e convegni sulla sanità con i massimi specialisti e con le categorie che lavorano in questo comparto. Non c’è elettoralismo nel nostro impegno, ma un senso di responsabilità per il Paese. Quello della salute mentale, per esempio, è un tema a cui diamo enorme importanza, insieme alla lotta all’obesità e all’impegno su malattie come l’endometriosi che affligge quasi 3 milioni di donne. Abbiamo anche presentato una proposta di Piano Sanitario Nazionale per rifare quello attuale».

Che cosa contiene?

«Una nostra convinzione è che i medici di base debbano restare liberi professionisti convenzionati, e non diventare dipendenti pubblici».

Accennava alla salute mentale, tema di profondo e largo interesse pubblico. Iniziative su questo?

«Fi ha presentato in Parlamento una legge per l’introduzione in maniera sistematica dello psicologo scolastico. Sono sicuro che il ministro Schillaci inserirà nella Finanziaria interventi su questo fronte».

L’altra sera nella riunione sulla legge di bilancio, è emerso qualche contrasto ai piani alti del governo, per esempio sulle banche, tra lei e Salvini?

«Siamo tutti favorevoli al fatto che le banche diano un contributo per il Paese. Però, voglio ribadire che Forza Italia è contraria a qualsiasi ipotesi di tassazione degli extra profitti. Vanno evitate imposizioni, perché l’imposizione di una tassa sugli extra profitti spaventerebbe gli investitori italiani e stranieri».

Andrebbe bene invece un contributo volontario delle banche?

«L’accordo con le banche per un loro intervento: questa è la via da praticare e sono in corso discussioni sulle soluzioni tecniche in questo senso. Ma ribadisco: guai a spaventare i mercati».

Orsini e la Confindustria chiedono una «manovra poderosa», un forte «piano industriale» e soldi perle imprese. I soldi ci sono? E li volete mettere?

«Che serva un piano industriale, a livello italiano ed europeo, noi di Fi lo diciamo da tempo. E anche in questa manovra daremo segnali di attenzione alle imprese».

Chiedono 8 miliardi l’anno per tre anni. Siete in grado di darli?

«Dobbiamo tenere in ordine i conti pubblici. Otto miliardi mi sembra una cifra poco sostenibile. Anche perché dobbiamo preoccuparci di dare segnali sull’aumento dei salari e sulla riduzione delle tasse al ceto medio».

Salari?

«Bisogna detassare i premi di produttività e le gratifiche. Quanto alle imprese, vogliamo che per il prossimo anno non si paghino sugar tax e plastic tax. Per quanto riguarda la riduzione delle imposte al ceto medio, continuerà il percorso di riforma deWlrpef. Si passerà dal 35 al 33%. Mi auguro che riusciremo a includere in questo taglio chi paga 60mila euro all’anno. Se non ci riusciamo in questa Finanziaria; ce la faremo l’anno prossimo. L’importante è far capire ai cittadini che la riduzione dell’lrpef è un percorso che abbiamo intrapreso con la massima convinzione e determinazione. Intanto, nella riunione avuta in queste ore a Palazzo Chigi con le associazioni di categoria, abbiamo ascoltato molte proposte che verranno esaminate dal ministro Giorgetti in primo luogo eda tutti noi. La presidente Meloni, con il nostro sostegno, vuole fare una manovra che lasci il segno di espansività, sia pure nel rispetto di quel rigore sui conti pubblici che tutti ci riconoscono».

 

#RaffaellaCarrà verrà ricordata come una delle più grandi stelle dello spettacolo. Conosciuta in tutto il mondo ha rappresentato la cultura e i costumi dell'Italia, il suo talento e la sua contagiosa risata resteranno per sempre scolpiti nella storia dello showbiz. Ci mancherà 🙏

Auguri di pronta guarigione a #PapaFrancesco. Preghiamo tutti per la salute del @Pontifex_it. #Roma e la sua Chiesa hanno bisogno di lui. 🙏

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