6 Aprile 2021

«Tavolo a Roma per scegliere i candidati del centro-destra» – Intervista a ‘La Stampa’

Categorie: Interviste

Enrico Letta, subito dopo aver preso la leadership del Pd, non aveva nascosto di «giocarsi l’osso del collo» sulle comunali e nel centrodestra hanno tutta l’intenzione di metterlo alla prova e dal loro punto di vista le elezioni di Torino hanno una forte valenza politica «perché mai come questa volta la città è contendibile e noi non dobbiamo sbagliare le nostre mosse», spiega Antonio Tajani, vicepresidente e coordinatore nazionale di Forza Italia.

Ecco perché «è necessario convocare nel più breve tempo possibile un tavolo nazionale del centrodestra per definire le candidature nelle grandi città. Dobbiamo decidere insieme se la scelta debba ricadere su personalità della società civile oppure su un esponente politico. E dobbiamo decidere in fretta perché una possibile convergenza tra Pd e M5S renderebbe più impegnativo il nostro lavoro. Ecco perché dobbiamo giocare d’anticipo».

Onorevole Tajani, a Torino la scelta non è già stata fatta sul civico Paolo Damilano?
«A livello nazionale il centro destra non ha preso alcuna decisione su chi sia la migliore figura in grado di battere la sinistra a Torino. Per questo sollecitiamo i nostri alleati a decidere in fretta la strategia. Se a Torino la scelta migliore è quella di un candidato con una grande esperienza amministrativa e politica allora Forza Italia ha un nome: Claudia Porchietto».

Damilano, però, si è già portato avanti, ha fatto manifesti e si è posizionato politicamente…
«Damilano ci piace e sarebbe sicuramente il nome giusto qualora nel centrodestra nazionale venisse trovato l’accordo sulla necessità di individuare candidati civici in grado di allargare la nostra coalizione per dare un segno di cambiamento verso l’elettorato di area liberale e riformista che ha mal sopportato, e adesso non sopporterebbe l’alleanza giallorossa».

Tajani, mi scusi, non è che state alzando il prezzo della trattativa?
«No. Noi rappresentiamo l’area moderata di questo paese e la parte produttiva rappresentata dal mondo delle imprese e delle partite Iva. Claudia Porchietto arriva da quel mondo e ha dato voce alle loro necessità. Forza Italia, Lega e FdI decidano insieme i candidati migliori per le diverse realtà territoriali».

Italia Viva e Azione non hanno escluso di potersi allearsi, magari al secondo turno, con Paolo Damilano. Che cosa ne pensa?
«Si tratta di proposte alternative che non hanno un grande consenso elettorale. E Forza Italia che presidia il mondo moderato attraendo i delusi del centrosinistra». Matteo Salvini che si allea con Orban non rischia di far fuggire i moderati? «Il centrodestra non è un monolite ma una coalizione che offre diverse possibilità di scelta. Noi siamo l’Italia della marcia dei Quarantamila di Torino in difesa della Fiat, siamo l’Italia del fare, quella che vuole la Torino-Lione – e mi piacerebbe sapere come Pd e Cinquestelle possano trovare un’intesa su questo tema – e che vuole ridurre le tasse».

Come giudica questi primi passi del governo Draghi?
«Siamo soddisfatti perché è iniziato e ben visibile un cambio di marcia rispetto all’esecutivo di Conte ma adesso è necessario accelerare per ridurre la pressione fiscale e permettere in sicurezza il paese dal rischio della perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro quando finirà il blocco dei licenziamenti. È necessario programmare uno scostamento mensile, e serviranno molti miliardi».

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